{"id":13597,"date":"2018-01-10T12:18:29","date_gmt":"2018-01-10T11:18:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=13597"},"modified":"2025-10-16T17:13:41","modified_gmt":"2025-10-16T15:13:41","slug":"anatomia-macroscopica-microscopica-del-fegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/anatomia-macroscopica-microscopica-del-fegato\/","title":{"rendered":"Anatomia macroscopica e microscopica del fegato"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image is-resized\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-anteroposteriore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-anteroposteriore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13598\" style=\"width:418px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-anteroposteriore.jpg 960w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-anteroposteriore-300x225.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-anteroposteriore-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Faccia diaframmatica &#8211; Fonte: <a href=\"http:\/\/slideplayer.it\/slide\/10691346\/\">Slide Player<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <strong>fegato<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 grande organo pieno del corpo umano con funzione endocrina ed esocrina. Esso \u00e8 situato nella parte destra della regione sovramesocolica dello spazio peritoneale della cavit\u00e0 addominale tra il diaframma, lo stomaco e il colon trasverso.<br>Nell\u2019uomo adulto normale appare di clorito rosso-brunastro per la presenza di sangue, con un peso di circa 1900-2300 g nel maschio e 1800-2100 g nella femmina. I diametri misurano circa 26-28 cm il trasverso, 16-17 cm l\u2019anteroposteriore e 8 cm il verticale a livello del lobo di destra.<br>La superficie del fegato \u00e8 rivestita dalla capsula di Glisson, \u00e8 liscia e presenta due facce e due margini.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2726633961\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/44sunFE\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525-180x150.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>La <strong>faccia diaframmatica<\/strong> o anterosuperiore \u00e8 delimitata in avanti e in basso dal margine anteroinferiore e posteriormente dal <strong>legamento coronario<\/strong>, una riflessione del peritoneo. Questa faccia presenta il solco sagittale superiore che divide il fegato in lobo destro e lobo sinistro. A livello del solco i foglietti peritoneali che rivestono i due lobi si uniscono a formare il <strong>legamento falciforme<\/strong> che si dirige verso la parete interna anteriore dell\u2019addome e divide lo spazio interepatofrenico (spazio virtuale che si delimita tra la superficie superiore del fegato e il diaframma) in destra e sinistra. Il lobo destro presenta le impressioni diaframmatiche e l\u2019impronta determinata dal margine libero dell\u2019arcata costale. Il lobo sinistro, invece, presenta l\u2019impressione cardiaca corrispondente all\u2019impronta dell\u2019apice del cuore. La faccia diaframmatica entra in rapporto quasi completamente con la cupola diaframmatica che la separa dalla cavit\u00e0 pleurica, dalla base polmonare destra, dal pericardio, la punta cardiaca e la faccia diaframmatica del cuore.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience245427950\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/45Jgkha\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff.jpg 1940w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-300x77.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-1024x264.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-768x198.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-1536x396.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1940px) 100vw, 1940px\" width=\"1940\" height=\"500\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-viscerale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-viscerale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13599\" style=\"width:393px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-viscerale.jpg 960w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-viscerale-300x225.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-viscerale-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Faccia viscerale &#8211; Fonte: <a href=\"http:\/\/slideplayer.it\/slide\/10691346\/\">Slide Player<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La <strong>faccia viscerale<\/strong> o posteroinferiore presenta i solchi sagittali destro e sinistro che dividono la faccia viscerale in zona destra, media e sinistra, ed il solco trasverso che costituisce l\u2019ilo del fegato dalla quale entrano vasi e nervi e divide la zona media in una parte anteriore (lobo quadrato) e una posteriore (lobo caudato). Il solco sagittale destro presenta anteriormente una fossa cistica che accoglie la cistifellea e posteriormente una fossa della vena cava che accoglie la vena cava inferiore. Queste due fosse sono separate dal processo caudato che \u00e8 un prolungamento del lobo caudato. Il solco sagittale sinistro presenta anteriormente il <strong>legamento rotondo<\/strong>, residuo della vena ombelicale che si porta dalla cicatrice ombelicale interna fino all\u2019ilo del fegato, e posteriormente il <strong>legamento venoso<\/strong>, residuo del condotto venoso di Aranzio presente nel feto. Dalla parte terminale libera del legamento rotondo ha origine il legamento falciforme. Il solco trasverso corrisponde all\u2019ilo del fegato che accoglie le formazioni del peduncolo epatico costituite dai rami di divisione della vena porta e dell\u2019arteria epatica, i dotti epatici destro e sinistro, i linfatici e i rami nervosi del plesso epatico e del plesso biliare. La faccia viscerale del lobo destro presenta numerose impronte dovute ai rapporti con la flessura colica destra, il rene, il surrene e il duodeno. La faccia viscerale del lobo sinistro \u00e8 caratterizzata dall\u2019impronta gastrica, dal tubercolo omentale e l\u2019impronta esofagea. Il lobo quadrato presenta le impronte dovute al rapporto con la faccia anteriore della parte pilorica dello stomaco e la prima porzione del duodeno. Il lobo caudato \u00e8 situato dietro all\u2019inserzione del <strong>piccolo omento<\/strong> e quindi all\u2019interno della retrocavit\u00e0 degli epiploon. Il piccolo omento va dall\u2019ilo (solco trasverso) alla piccola curvatura dello stomaco e si divide in <strong>legamento epatogastrico<\/strong> e <strong>legamento epatoduodenale<\/strong>. Ha rapporti con il pilastro destro del diaframma e con la vena cava inferiore e presenta il processo papillare e il processo caudato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-posteriore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"332\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-posteriore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13601\" style=\"width:452px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-posteriore.jpg 640w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Faccia-posteriore-300x156.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Margine ottuso &#8211; Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gastroepato.it\/anatomia_fegato_2.htm\">Gastroepato<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <strong>margine ottuso <\/strong>o posterosuperiore (faccia posteriore) \u00e8 in rapporto con il diaframma e le formazioni che lo attraversano, ossia la vena cava inferiore, l\u2019aorta, l\u2019esofago e i nervi vaghi. Presenta inoltre l\u2019impronta della ghiandola surrenale destra e le due linee di riflessione peritoneale che costituiscono i due foglietti del legamento coronario e che nell\u2019avvicinarsi progressivamente formano i due <strong>legamenti triangolari<\/strong> di destra e sinistra. Una parte del fegato, l\u2019area nuda epatica, risulta priva del rivestimento peritoneale ed \u00e8 a contatto diretto con il diaframma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>margine anteroinferiore<\/strong> o acuto mostra l\u2019incisura ombelicale del legamento rotondo che corrisponde all\u2019estremit\u00e0 anteriore del solco sagittale sinistro e l\u2019incisura cistica che corrisponde all\u2019estremit\u00e0 anteriore del solco sagittale destro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>sangue<\/strong> raggiunge il fegato attraverso due vasi: la vena porta e l\u2019arteria epatica (dall\u2019ilo epatico) e lo lascia tramite le vene epatiche che raggiungono la vena cava inferiore dal margine posteriore del fegato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>innervazione<\/strong> \u00e8 sia parasimpatica che simpatica proveniente dai nervi vaghi e dal ganglio celiaco che formano il plesso epatico diviso in anteriore e posteriore.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2781833668\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24157' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Now loading&#8230;<\/p><\/div>\r\n\r\n<\/div>\n\n\n<p>Il fegato \u00e8 un organo pieno ricoperto da peritoneo costituito da mesotelio monostratificato che aderisce alla capsula connettivale. La <strong>capsula di Glisson<\/strong> \u00e8 strettamente aderente al tessuto parenchimale sottostante in cui si approfonda con brevi e robusti setti connettivali. Inoltre, a livello dell\u2019ilo, il connettivo si ispessisce e penetra nell\u2019organo seguendo l\u2019arborizzazione progressiva dei vasi, dei dotti biliari e dei nervi senza identificare zone distinte come lobi o lobuli.<br>La mancanza di setti chiaramente identificativi, la presenza di doppia afferenza vascolare (portale e arteriosa) con un\u2019unica afferenza venosa e la direzione opposta del flusso vascolare e di quello biliare rendono difficile la definizione dell\u2019unit\u00e0 morfofunzionale del parenchima epatico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lobulo-portale-e-lobulo-epatico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lobulo-portale-e-lobulo-epatico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13604\" style=\"width:406px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lobulo-portale-e-lobulo-epatico.jpg 960w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lobulo-portale-e-lobulo-epatico-300x225.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lobulo-portale-e-lobulo-epatico-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"http:\/\/slideplayer.it\/slide\/3639014\/\">Slide player<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>I <strong>lobuli epatici<\/strong> classici appaiono come aree di forma poligonale tracciate unendo con linee virtuali gli spazi portali che circondano una vena efferente (vena centrolobulare). Ogni lobulo risulta costituito da numerose lamine di <strong>epatociti,<\/strong> tra loro anastomizzate, che limitano un sistema labirintico in cui \u00e8 contenuta una rete mirabile venosa costituita da sinusoidi epatici. Questi labirinti dalla periferia (vasi portali) convergono verso il centro (circolazione centripeta) dove l\u2019asse del lobulo \u00e8 occupato da una <strong>vena centrolobulare<\/strong> in cui sboccano tutti i sinusoidi del lobulo. La vena centrolobulare \u00e8 cribrata e costituita da un monostrato di cellule endoteliali circondato da tessuto connettivo legato allo stroma garantendone rigidit\u00e0 ed impedendone il collasso. Essa confluisce poi nella vena sottolobulare per poi formare le radici delle vene epatiche che convogliano il sangue nella vena cava inferiore. Anche le diramazioni dell\u2019arteria epatica confluiscono nella rete dei sinusoidi epatici.<br>Invece, la bile elaborata dagli epatociti \u00e8 secreta negli spazi intercellulari (canalicoli biliari) per poi essere condotta dapprima in duttuli di Hering dotati di parete propria fatta da colangiociti e in seguito nei dotti biliari interlobulari, quindi con circolazione centrifuga.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3926979746\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3Z71jl5\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura.png 1397w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-300x52.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-1024x176.png 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-768x132.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1397px) 100vw, 1397px\" width=\"1397\" height=\"240\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Il <strong>lobulo portale di Mall<\/strong> pone al centro la funzione esocrina del fegato, quindi il dotto biliare. I limiti periferici del lobulo portale si ottengono congiungendo con una linea immaginaria le tre vene centrolobulari vicine. Il sangue scorre quindi in direzione centrifuga mentre la bile in direzione centripeta.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3270366482\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4no0aA5\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/08044a26-d72c-475b-b50a-37ef5736723b.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/08044a26-d72c-475b-b50a-37ef5736723b.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/08044a26-d72c-475b-b50a-37ef5736723b-180x150.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Facendo riferimento all\u2019organizzazione microcircolatoria l\u2019<strong>acino epatico<\/strong> \u00e8 identificato come l\u2019area di parenchima irrorata da un ramo terminale della vena porta e dall\u2019arteria epatica e drenata dalla vena centrolobulare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <strong>epatociti<\/strong> sono cellule epiteliali altamente specializzate organizzate in lamine monocellulare tra loro anastomizzate e interposte al decorso dei sinusoidi. L\u2019epatocita presenta un polo vascolare rivolto verso i sinusoidi, un polo biliare rivolto verso i canalicoli biliari e un polo laterale che si interfaccia con gli spazi intercellulari non correlati a canalicoli biliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>polo vascolare<\/strong> \u00e8 ricco di microvilli che si proiettano nello spazio perisinusoidale di Disse verso le fenestrature delle cellule endoteliali, stabilendo cos\u00ec un sistema microlabirintico in cui circola il plasma sanguigno che poi in parte rientra nel torrente circolatorio, in parte viene convogliato verso la periferia del lobulo nello spazio di Mall (spazio portale).<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>polo biliare<\/strong> presenta microvilli e zone occludenti e contiene i meccanismi di trasporto degli acidi biliari. I microvilli sono rivolti verso il lume del canalicolo biliare, che ha un decorso tortuoso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HkowqS\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/A1-FCXgNE1L._SL1500_-678x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18258\" style=\"width:144px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/A1-FCXgNE1L._SL1500_-678x1024.jpg 678w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/A1-FCXgNE1L._SL1500_-199x300.jpg 199w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/A1-FCXgNE1L._SL1500_-768x1160.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/A1-FCXgNE1L._SL1500_.jpg 993w\" sizes=\"auto, (max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HkowqS\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Acquista ora<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <strong>dominio laterale<\/strong> si estende tra il margine dei canalicoli e quello del polo vascolare, da cui \u00e8 separato per mezzo di zone occludenti che impediscono la comunicazione dei due poli, per questo motivo l\u2019epatocita pu\u00f2 svolgere contemporaneamente la funzione di assorbimento e di secrezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema biliare intralobulare \u00e8 formato dai&nbsp;<strong>canalicoli biliari<\/strong>&nbsp;che formano un complesso sistema di canali ramificati anastomizzati che continuano nei&nbsp;<strong>duttuli biliari di Hering<\/strong>&nbsp;formati da cellule epiteliali cubiche (colangiociti). I duttuli costituiscono veri e propri canali di raccordo tra epatociti e colangiociti e convogliano la bile verso i dotti biliari dello spazio portale, dove si aprono nei dotti biliari interlobulari. Questi dotti si affiancano alle ramificazioni dell\u2019arteria epatica, della vena porta e dei nervi, confluendo in condotti di calibro progressivamente maggiore fino a formare il dotto epatico destro e sinistro.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ZSxKTS\">Trattato di anatomia umana (Anastasi)<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience3010855272\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4374UCh\" target=\"_blank\" aria-label=\"81CSJGij8ZL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_.jpg 2102w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_-300x62.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_-1024x211.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_-768x158.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_-1536x316.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81CSJGij8ZL._SX3000_-2048x422.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2102px) 100vw, 2102px\" width=\"2102\" height=\"433\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fegato \u00e8 il pi\u00f9 grande organo pieno del corpo umano con funzione endocrina ed esocrina. 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