{"id":13892,"date":"2018-07-04T16:23:24","date_gmt":"2018-07-04T14:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=13892"},"modified":"2025-07-05T16:31:40","modified_gmt":"2025-07-05T14:31:40","slug":"analisi-delle-proteine-tramite-spettrofotometria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/analisi-delle-proteine-tramite-spettrofotometria\/","title":{"rendered":"Analisi delle proteine tramite spettrofotometria"},"content":{"rendered":"\n<p>La <strong>spettrofotometria<\/strong> \u00e8 una tecnica che si basa sulla capacit\u00e0 di interazione con le onde elettromagnetiche, cio\u00e8 con la luce, da parte di moltissime molecole, tra cui le proteine che sono tra le biomolecole pi\u00f9 rappresentanti che esprimono questa capacit\u00e0. Lo strumento che permette di condurre questo tipo di analisi \u00e8 lo <strong>spettrofotometro<\/strong> tramite cui \u00e8 possibile fare delle analisi di tipo innanzitutto qualitativo perch\u00e9 in base alla particolare lunghezza d\u2019onda che viene assorbita da quella sostanza X riusciamo a capire di quale biomolecola si tratta.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3832543432\" style=\"float: left;\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3495866718878812\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3495866718878812\" \ndata-ad-slot=\"3435444406\" \ndata-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div>\n\n\n<p>Gli aminocidi aromatici fenilalanina, tirosina e triptofano presentano una importante caratteristica <strong>spettrofotometrica<\/strong>. La presenza dell\u2019anello benzenico, particolare della catena laterale di questi amminoacidi, giustifica la capacit\u00e0 degli amminoacidi e di conseguenza delle proteine, di interagire con la luce in corrispondenza dell\u2019UV, in particolare come si pu\u00f2 notare dal picco, siamo in corrispondenza di 280 nm. Questo grafico riporta la lunghezza d\u2019onda in ascissa e in ordinata il <strong>coefficiente di estinzione molare<\/strong>, una sorta di misura della quantit\u00e0 di luce assorbita a quella determinata lunghezza d\u2019onda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono tantissime sostanze, anche molto diverse dalle proteine, che riescono a interagire con le onde elettromagnetiche. Le proteine presentano questa particolarit\u00e0 e questa peculiarit\u00e0 \u00e8 legata alla presenza soprattutto degli amminoacidi aromatici. Anche gli altri amminoacidi, se noi andassimo a registrare lo spettro di assorbimento per altre funzioni chimiche che presentano nella catena laterale, hanno questa capacit\u00e0 di assorbire la luce, per\u00f2 la lunghezza d\u2019onda potrebbe essere differente e la quantit\u00e0 di luce assorbita molto piccola. Quindi, i 3 amminoacidi presi come riferimento per l\u2019assorbanza, ossia per l\u2019assorbimento della luce, sono i 3 amminoacidi aromatici, in particolare il picco pi\u00f9 alto \u00e8 quello del Triptofano, non a caso, perch\u00e9 ha la struttura aromatica pi\u00f9 complessa rispetto alla Fenilalanina e alla Tirosina.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience406886802\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 300px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24157' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Now loading&#8230;<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p>Questa caratteristica chimico-fisica degli amminoacidi e delle proteine \u00e8 importante perch\u00e9 nei laboratori viene utilizzata per rilevare ad esempio la presenza delle proteine in un campione biologico o per dosare la quantit\u00e0 di proteine presente in un mix di reazione che si sta studiando. Questo perch\u00e9 \u00e8 stata evidenziata una certa correlazione positiva tra la quantit\u00e0 di radiazione luminosa che viene assorbita e la concentrazione del nostro campione, tramite la cosiddetta \u201c<strong>Equazione di Lambert-Beer<\/strong>\u201d che mette in correlazione queste grandezze, cio\u00e8 la quantit\u00e0 di luce assorbita (che viene chiamata anche comunemente <strong>Assorbanza<\/strong>, oppure Densit\u00e0 Ottica perch\u00e9 pi\u00f9 \u00e8 denso il campione e maggiore \u00e8 l\u2019Assorbanza) e la concentrazione del campione. Il logaritmo di I<sub>0<\/sub>\/I \u00e8 l\u2019Assorbanza, il contrario dell\u2019Assorbanza \u00e8 la <strong>Trasmittanza<\/strong>, indicata con T. Tanto maggiore \u00e8 l\u2019assorbanza tanto minore sar\u00e0 la Trasmittanza e viceversa. Difatti, la Trasmittanza \u00e8 data dal log di I su I<sub>0<\/sub>. <strong>I<sub>0<\/sub><\/strong> \u00e8 la quantit\u00e0 di luce iniziale che incide, che deve attraversare il campione. <strong>I<\/strong> \u00e8 la quantit\u00e0 di luce trasmessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare questo tipo di misurazione occorre uno strumento che si chiama Spettrofotometro. Gli elementi essenziali di uno spettrofotometro sono:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"885\" height=\"265\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Spettrofotometria-schema.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18408\" style=\"width:381px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Spettrofotometria-schema.png 885w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Spettrofotometria-schema-300x90.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Spettrofotometria-schema-768x230.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 885px) 100vw, 885px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwidsL6Ty4XcAhXFWxQKHVEcB70Qjhx6BAgBEAM&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.tuttochimica.it%2Fchimica_analitica_spettrofotometro.asp&amp;psig=AOvVaw1I41SFhmNpzW3GHfqk-930&amp;ust=1530798464240992\">Tutto Chimica<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la <strong>sorgente luminosa<\/strong>, una lampada (al Tungsteno, oppure al Deuterio per le radiazioni UV);<\/li>\n\n\n\n<li>il <strong>monocromatore<\/strong>, una parte dello strumento che seleziona una specifica lunghezza d\u2019onda;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>cuvetta<\/strong>, in cui viene alloggiato il campione biologico che viene fatto attraversare dal fascio di luce incidente. Essa \u00e8 una sorta di parallelepipedo il cui materiale costitutivo pu\u00f2 essere Polistirene, un polimero chimico (quelle in Polistirene sono cuvette monouso), o vetro. Con la luce UV, siccome ci pu\u00f2 essere un\u2019interferenza con il vetro o il Polistirene, si utilizzano le Cuvette in quarzo, che \u00e8 un materiale inerte alla radiazione UV e che non reagisce con la luce, perch\u00e9 se della luce venisse assorbita dalla cuvetta il dato che si otterrebbe non sarebbe veritiero;<\/li>\n\n\n\n<li>il <strong>detector<\/strong>, un registratore che traduce il raggio di luce trasmesso che \u00e8 pi\u00f9 o meno alto a seconda della assorbanza, della densit\u00e0 del nostro campione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"182\" height=\"87\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fotochimica_form_02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14904\" style=\"width:168px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella&nbsp;<strong>legge di Lambert-Beer<\/strong>&nbsp;ci sono queste 3 grandezze, di cui&nbsp;<strong>C<\/strong>&nbsp;\u00e8 la concentrazione del campione, quindi maggiore \u00e8 la concentrazione del campione e maggiore \u00e8 l\u2019assorbanza e viceversa.&nbsp;<strong>L<\/strong>&nbsp;\u00e8 una lunghezza espressa generalmente in cm, la lunghezza che il nostro raggio incidente deve percorrere nel campione, quindi \u00e8 la distanza tra le due facce ottiche in cui \u00e8 contenuto il nostro campione. Generalmente, lo spessore della cuvetta \u00e8 1 cm, in maniera tale che quella L diventi 1.&nbsp;<strong>\u03b5<\/strong>&nbsp;invece \u00e8 una grandezza che \u00e8 specifica per ogni sostanza a una determinata lunghezza d\u2019onda e si chiama&nbsp;<strong>coefficiente di estinzione molare<\/strong>&nbsp;e rappresenta l\u2019assorbanza di quella determinata sostanza a quella determinata lunghezza d\u2019onda.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste grandezze sono poi espresse come unit\u00e0 di misura in mol<sup>-1<\/sup> cm<sup>-1<\/sup> o mmol cm<sup>-1<\/sup>, quindi il coefficiente di estinzione molare \u00e8 una grandezza nota che cambia a seconda della sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p><p><\/p><p>Il picco di assorbanza degli amminoacidi \u00e8 intorno a 280 nm. Per le proteine \u00e8 universalmente accettato come valore di \u03bb, di lunghezza d\u2019onda, 280 nm. Analogamente agli amminoacidi anche altre molecole organiche che hanno una struttura complessa, generalmente la capacit\u00e0 di interazione con la luce la si attribuisce alle <strong>strutture aromatiche<\/strong> delle molecole, quindi laddove si hanno delle molecole con anelli aromatici allora ci pu\u00f2 essere nella zona dell\u2019UV questa caratteristica presentando dei picchi di assorbimento. Questo \u00e8 dovuto alla delocalizzazione degli elettroni.<\/p><p><\/p><\/p>\n\n\n\n\n<div id=\"bmscience3129684432\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3RX97SB\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-24.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-24.png 979w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-24-300x83.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-24-768x213.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 979px) 100vw, 979px\" width=\"979\" height=\"272\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-1\"  class=\"wp-block-heading\">Analisi qualitativa<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized wp-image-13893\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8808261484\/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8808261484&amp;linkCode=as2&amp;tag=bmscience-21&amp;linkId=aee95558f0ebbde540857c75e9646a29&tag=bmscience.net-21\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1648\" height=\"1194\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13893\" style=\"width:343px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345.jpg 1648w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345-300x217.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345-1024x742.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345-768x556.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Spettro-di-assorbimento-e1530713377345-1536x1113.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1648px) 100vw, 1648px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8808261484\/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8808261484&amp;linkCode=as2&amp;tag=bmscience.net-21&amp;linkId=aee95558f0ebbde540857c75e9646a29\">I principi di biochimica (Lehninger)<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ogni sostanza o molecola ha un suo \u201c<strong>Spettro di Assorbimento<\/strong>\u201d (in base ai gruppi cromofori) rappresentato dal complesso di radiazioni monocromatiche che un composto \u00e8 in grado di assorbire. Si rappresenta graficamente riportando la quantit\u00e0 di luce assorbita (<strong>A<\/strong>) in funzione della lunghezza d\u2019onda (<strong>\u03bb<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il grafico riportato affianco fa vedere i picchi caratteristici di due classi di macromolecole e questo tipo di analisi qualitativo di curva blu\u21d2acido nucleico e curva rossa\u21d2proteina permette di distinguere la presenza di acido nucleico che pu\u00f2 essere RNA o DNA da una proteina. Quindi gli acidi nucleici, tipo il DNA, grazie alla presenza delle basi azotate presentano questo picco caratteristico a 260 nm mentre invece le proteine a 280 nm. Il rapporto di assorbanza a 260\/280 \u00e8 la cosiddetta\u00a0<strong>ratio<\/strong>, cio\u00e8 un calcolo che si fa nel caso di purificazione degli acidi nucleici perch\u00e9 questo rapporto deve avere dei valori caratteristici e ci indica il grado di purezza dell\u2019acido nucleico che stiamo andando ad isolare.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4108679892\" style=\"margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3495866718878812\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3495866718878812\" \ndata-ad-slot=\"4682122636\" \ndata-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-2\"  class=\"wp-block-heading\">Analisi quantitativa<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized wp-image-13895\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjt85TW0YXcAhWC1xQKHUboC7YQjhx6BAgBEAM&amp;url=http%3A%2F%2Fslideplayer.it%2Fslide%2F10568597%2F&amp;psig=AOvVaw21kXRhqAWo1Gxgn9-5ObKo&amp;ust=1530800079461322\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"890\" height=\"441\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Lariduzionedellu2019anellonicotinamidicoproduceunanuovabandadiassorbimentodellaluceconunmassimoa340nm-e1530713955377.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13895\" style=\"width:323px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Lariduzionedellu2019anellonicotinamidicoproduceunanuovabandadiassorbimentodellaluceconunmassimoa340nm-e1530713955377.jpg 890w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Lariduzionedellu2019anellonicotinamidicoproduceunanuovabandadiassorbimentodellaluceconunmassimoa340nm-e1530713955377-300x149.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Lariduzionedellu2019anellonicotinamidicoproduceunanuovabandadiassorbimentodellaluceconunmassimoa340nm-e1530713955377-768x381.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjt85TW0YXcAhWC1xQKHUboC7YQjhx6BAgBEAM&amp;url=http%3A%2F%2Fslideplayer.it%2Fslide%2F10568597%2F&amp;psig=AOvVaw21kXRhqAWo1Gxgn9-5ObKo&amp;ust=1530800079461322\">Slide Player<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L\u2019analisi quantitativa ci permette di quantificare la presenza di un campione. L\u2019assorbimento delle radiazioni nell\u2019ultravioletto e nel visibile \u00e8 descritto quantitativamente dalla legge di Lambert-Beer. Ci sono alcune sostanze come per esempio il\u00a0<strong>NADH<\/strong>\u00a0che sono sostanze cromofore e che presentano diverse lunghezze d\u2019onda a cui \u00e8 presente un picco di assorbanza e quindi per ogni picco di assorbanza presenteranno una costante differente, cio\u00e8 una\u00a0<strong>\u0190<\/strong>\u00a0differente. Nel caso del NADH esso presenta un picco di assorbanza a 260 nm perch\u00e9 essendo un nucleotide presenta nella sua struttura di base anche una base azotata, l\u2019adenina che conferisce questa propriet\u00e0 di assorbire la luce alla lunghezza d\u2019onda caratteristica degli acidi nucleici, mentre invece la presenza dell\u2019altra base azotata che \u00e8 l\u2019anello piridinico nel secondo nucleotide conferisce la capacit\u00e0 di assorbire la luce, per\u00f2 soltanto nella forma ridotta, a 340 nm; perci\u00f2 il NADH ha due picchi di assorbanza. La forma ossidata del NAD che \u00e8 il NAD\u207a presenta soltanto il picco a 260 nm. Questo per dire che per il NADH possiamo calcolare due differenti coefficienti di estinzione molare, uno relativo a 260 nm e l\u2019altro a 340 nm. \u0190 \u00e8 una costante che dipende dalla lunghezza d\u2019onda perch\u00e9 \u00e8 una grandezza fisica che si pu\u00f2 misurare sperimentalmente e rappresenta il valore di assorbanza che viene registrato quando andiamo a misurare l\u2019assorbanza di un nostro campione x a una concentrazione 1 M oppure 1 millimolare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TUiOU0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"727\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18262\" style=\"width:159px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL.jpg 500w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TUiOU0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Acquista ora<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per il NADH viene molto utilizzato nella misurazione delle reazioni redox il coefficiente di estinzione molare a 340 nm perch\u00e9 \u00e8 quello che ci permette di distinguere le due forme, quella ossidata da quella ridotta. Il coefficiente di estinzione molare del NADH a 340 nm \u00e8 pari a 6,22 M<sup>-1<\/sup>cm<sup>-1<\/sup>. L\u2019unit\u00e0 di misura del coefficiente di estinzione molare \u00e8 M<sup>-1<\/sup>cm<sup>-1<\/sup>&nbsp;o mM<sup>-1<\/sup>cm<sup>-1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge di Lamber-Beer \u00e8 valida per la misurazione di soluzioni non troppo torbide, ossia ci deve essere una concentrazione non troppo alta del nostro campione perch\u00e9 questa correlazione lineare tra l\u2019assorbanza e la&nbsp;<strong>concentrazione<\/strong>&nbsp;non \u00e8 lineare per ogni tipo di concentrazione ma per soluzioni che siano abbastanza diluite. Esiste in realt\u00e0 una relazione anche tra l\u2019assorbanza e la concentrazione di soluzioni molto concentrate per\u00f2 la relazione non \u00e8 pi\u00f9 di tipo lineare ma diventa una funzione matematica pi\u00f9 complessa e quindi per evitare questo tipo di complicazione basta diluire il nostro campione per sfruttare questo tipo di relazione quantitativa.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/420RXHG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I principi di biochimica di Lehninger.<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience2817250578\" style=\"margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3495866718878812\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3495866718878812\" \ndata-ad-slot=\"4682122636\" \ndata-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La spettrofotometria \u00e8 una tecnica che si basa sulla capacit\u00e0 di interazione con le onde elettromagnetiche, cio\u00e8 con la luce, da parte di moltissime molecole, tra cui le proteine che sono tra le biomolecole pi\u00f9 rappresentanti che esprimono questa capacit\u00e0. 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