{"id":13898,"date":"2018-07-04T17:48:01","date_gmt":"2018-07-04T15:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=13898"},"modified":"2024-02-12T20:07:24","modified_gmt":"2024-02-12T19:07:24","slug":"tecniche-elettroforetiche-per-lo-studio-di-proteine-e-nucleotidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/tecniche-elettroforetiche-per-lo-studio-di-proteine-e-nucleotidi\/","title":{"rendered":"Tecniche elettroforetiche per lo studio di proteine e nucleotidi"},"content":{"rendered":"\n<p>Una tecnica molto utilizzata nei laboratori \u00e8 l\u2019<strong>elettroforesi<\/strong> che si basa sulla capacit\u00e0 di movimento di molecole pi\u00f9 o meno grandi quando vengono sottoposte a un campo elettrico. Due esempi importanti di macromolecole che possono essere separati tra di loro sfruttando questo principio sono gli <strong>acidi nucleici<\/strong> e le <strong>proteine<\/strong>. Proprio queste due macromolecole perch\u00e9 in determinate condizioni di pH, che pu\u00f2 essere anche a pH fisiologico, si possono avere molecole che presentano carica netta diversa da zero e quindi possiamo utilizzare un sistema in cui applichiamo una differenza di potenziale, un campo elettrico, per poterle separare. Le sostanze che possono essere separate con questa tecnica sono:<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3974946203\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4k5ejQz\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-21 204822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png 382w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822-300x268.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" width=\"300\" height=\"268\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>amminoacidi singoli;<\/li>\n\n\n\n<li>peptidi;<\/li>\n\n\n\n<li>proteine;<\/li>\n\n\n\n<li>nucleotidi;<\/li>\n\n\n\n<li>DNA, RNA;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nell\u2019elettroforesi in fase libera (o frontale) le particelle cariche si muovono attraverso una soluzione (poco attrito, elevata velocit\u00e0 di migrazione). Nell\u2019elettroforesi su supporto (o zonale) le particelle si muovono attraverso un mezzo poroso che pu\u00f2 essere agarosio, poliacrilamide oppure carta. La tecnica separativa elettroforetica che maggiormente viene utilizzata in tutti i laboratori del mondo \u00e8 l\u2019<strong>elettroforesi su supporto<\/strong> che permette un maggior grado di risoluzione e separazione delle nostre macromolecole. Si tratta di una tecnica essenzialmente di tipo analitico ma anche preparativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Principi generali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Una molecola con carica netta non nulla posta tra due elettrodi di segno opposto migra verso l\u2019elettrodo con segno opposto alla sua carica netta;<\/li>\n\n\n\n<li>La molecola si muove verso l\u2019elettrodo di segno opposto con una velocit\u00e0 che \u00e8 proporzionale all\u2019entit\u00e0 del campo elettrico e della sua carica ed inversamente proporzionale all\u2019attrito che incontra nel muoversi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience4134079696\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/44pG6Xa\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_.jpg 1909w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_-300x77.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_-1024x264.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_-768x198.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/815vOs0pXBL._SX3000_-1536x397.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1909px) 100vw, 1909px\" width=\"1909\" height=\"493\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<div id=\"rtoc-mokuji-wrapper\" class=\"rtoc-mokuji-content frame4 preset2 animation-slide rtoc_open default\" data-id=\"13898\" data-theme=\"eStar\">\n\t\t\t<div id=\"rtoc-mokuji-title\" class=\"rtoc_btn_none rtoc_center\">\n\t\t\t\n\t\t\t<span>Indice dei contenuti<\/span>\n\t\t\t<\/div><ol class=\"rtoc-mokuji decimal_ol level-1\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-1\">Elettroforesi zonale<\/a><ul class=\"rtoc-mokuji mokuji_none level-2\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-2\">Elettroforesi verticale<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-3\">Elettroforesi orizzontale<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-4\">Gel di agarosio<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-5\">Gel di poliacrilammide<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-6\">SDS-PAGE<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-7\">Elettroforesi NATIVA<\/a><\/li><\/ol><\/div><h2 id=\"rtoc-1\"  class=\"wp-block-heading\">Elettroforesi zonale<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>elettroforesi zonale <\/strong>permette la separazione dei componenti di una miscela in zone o bande poich\u00e9 per effetto del supporto solido, altri fattori come l\u2019effetto setaccio, esaltano la differenza di mobilit\u00e0 anche tra particelle con densit\u00e0 di carica uguale. Si ha filtrazione molecolare, fenomeno dovuto al reticolo tridimensionale delle catene che costituiscono il gel: agar, amido o poliacrilamide. Le sostanze ad alto peso sono ostacolate nella migrazione pi\u00f9 di quelle a peso molecolare pi\u00f9 basso. Il campione deve essere depositato tutto in un\u2019unica zona del supporto e a partire da quella zona avviene la migrazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"451\" height=\"481\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Elettroforesi-verticale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13899\" style=\"width:255px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Elettroforesi-verticale.jpg 451w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Elettroforesi-verticale-281x300.jpg 281w\" sizes=\"auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-2\"  class=\"wp-block-heading\">Elettroforesi verticale<\/h3>\n\n\n\n<p>Nella figura a destra \u00e8 riportato uno schema tipico di apparato elettroforetico che \u00e8 costituito da una cosiddetta cella elettroforetica in cui si posiziona il supporto. Generalmente per l&#8217;elettroforesi verticale si utilizza il&nbsp;<strong>gel di poliacrilammide&nbsp;<\/strong>come supporto. La poliacrilamide \u00e8 una sostanza che polimerizza, assume la consistenza di gel, e questo gel viene mantenuto tra due supporti rigidi che sono generalmente due vetrini che devono essere trasparenti per seguire la corsa elettroforetica. Sul fronte del gel vengono creati degli alloggiamenti chiamati <strong>pozzetti<\/strong> in cui si depositano, tramite una micropipetta, i campioni. La parte essenziale della strumentazione elettroforetica \u00e8 il generatore di energia elettrica attraverso il quale viene applicata la <strong>differenza di potenziale<\/strong> che crea il campo elettrico che permette poi la migrazione di queste molecole cariche. Quindi ci sar\u00e0 un polo negativo e un polo positivo, rispettivamente <strong>catodo<\/strong> e <strong>anodo<\/strong> e si assister\u00e0 alla migrazione verso uno dei due poli a seconda della carica iniziale della nostra molecola.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-3\"  class=\"wp-block-heading\">Elettroforesi orizzontale<\/h3>\n\n\n<div id=\"bmscience3736287002\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4jTUpaC\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-06-16 161247\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-16-161247.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-16-161247.png 383w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-16-161247-300x269.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 383px) 100vw, 383px\" width=\"300\" height=\"269\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Un altro tipo di tecnica elettroforetica di tipo zonale \u00e8 l\u2019elettroforesi orizzontale. Il gel utilizzato per questo tipo di elettroforesi che permette la separazione degli acidi nucleici \u00e8 fatto di <strong>agarosio<\/strong>, il cui grado di risoluzione \u00e8 inferiore rispetto a quello della poliacrilamide. Si presta meglio per gli acidi nucleici perch\u00e9 le dimensioni molecolari di un acido nucleico rispetto a una proteina sono, nella maggior parte dei casi, maggiori. Il principio \u00e8 sempre lo stesso: vi \u00e8 la celletta elettroforetica in cui si allestisce il campione, si mette il gel che questa volta \u00e8 posizionato orizzontalmente con dei pozzetti che rappresentano il fronte del gel, cio\u00e8 la parte del gel da cui comincia la corsa. In tutte le celle elettroforetiche i due elettrodi, rispettivamente negativo e positivo (catodo e anodo), sono sempre presenti con due determinati colori: il rosso rappresenta il positivo, il nero \u00e8 il negativo. Quindi quando viene generata la differenza di potenziale si genera il campo elettrico e si avr\u00e0 la migrazione del campione. Altri esempi di supporti solidi possono essere carta, acetato di cellulosa oppure i gel; questi ultimi sono quelli pi\u00f9 utilizzati e possono essere di amido, agar, agarosio o poliacrilamide. Quelli pi\u00f9 utilizzati sono agarosio e poliacrilamide. L\u2019agarosio purificato \u00e8 molto usato per la separazione di proteine ad alto peso molecolare e di acidi nucleici mentre la poliacrilamide \u00e8 un polimero sintetico dovuto alla reazione di polimerizzazione tra acrilamide e bisacrilamide in presenza di catalizzatore e iniziatore.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3570175418\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4k1fShA\" target=\"_blank\" aria-label=\"2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_.jpg 1920w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_-300x60.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_-768x154.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2f38a0b9-3bd0-43d0-aea0-c05a33332c2e._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-4\"  class=\"wp-block-heading\">Gel di agarosio<\/h2>\n\n\n<div id=\"bmscience1422910252\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 200px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24153' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p>Per preparare il gel di agarosio si usa la polvere di agarosio con una preparazione abbastanza semplice rispetto a quella della poliacrilammide. \u00c8 una reazione di <strong>solidificazione dell\u2019agarosio<\/strong> mentre, invece, diversa \u00e8 la preparazione della poliacrilamide dove abbiamo una reazione di polimerizzazione delle molecole di acrilamide mescolate con la bisacrilamide, un derivato dell\u2019acrilamide che serve per formare dei legami incrociati tra le varie maglie del gel. Per velocizzare la reazione di gelificazione dell\u2019agarosio si espone il gel a temperature pi\u00f9 basse, nel frigorifero a 4\u00b0C. All\u2019atto pratico per fare un gel di agarosio commercialmente sono disponibili tanti tipi di polvere di agarosio che differiscono tra di loro per il grado di purezza.<br>Il gel si prepara pesando una certa quantit\u00e0 di agarosio in polvere che poi si scioglie in un tampone indicato generalmente con la sigla <strong>TBE<\/strong> o <strong>TAE<\/strong> che sta per <strong>tris-borato-EDTA<\/strong> o <strong>tris-acetato-EDTA<\/strong> e sono questi i tamponi che vengono utilizzati per solubilizzare questa polvere di agarosio in una beuta o in un becher. La soluzione viene fatta bollire posizionando su delle piastre riscaldanti con agitatore magnetico per poter disciogliere le soluzioni. Una volta che diventa liquido si aggiunge un agente tracciante che ci permette di visualizzare la separazione delle varie bande che corrispondono ciascuna a un segmento dell\u2019acido nucleico che stiamo andando ad analizzare. In seguito si versa il gel nell\u2019apposito apparato per la corsa elettroforetica.<br>Per gli acidi nucleici l\u2019agente tracciate pi\u00f9 utilizzato, anche se attualmente non viene pi\u00f9 utilizzato perch\u00e9 molto tossico, \u00e8 l\u2019<strong>etidio bromuro<\/strong>, un colorante fluorescente intercalante che consente di visualizzare il DNA. Ha un picco di assorbimento a 250 nm ed emette nel visibile, riduce la velocit\u00e0 di migrazione del DNA del 15%. \u00c8 molto tossico e altamente cancerogeno in quanto per la modalit\u00e0 con cui interagisce con gli acidi nucleici \u00e8 un agente intercalante, cio\u00e8 si posiziona al centro della doppia elica del DNA, ed \u00e8 eccitabile tramite raggi ultravioletti quindi poi si posiziona il gel su un <strong>transilluminatore<\/strong> con lampada ad UV, viene eccitato dagli UV e questo apparecchio permette di visualizzare le bande in maniera fluorescente. Dato che l\u2019etidio bromuro \u00e8 un agente intercalante \u00e8 molto pericoloso perch\u00e9 appunto si intercala e quindi \u00e8 mutageno. Proprio per questa pericolosit\u00e0 dell\u2019etidio bromuro sono stati introdotti commercialmente altri agenti intercalanti che si intercalano soltanto con l\u2019acido nucleico che \u00e8 stato purificato e quindi sono meno dannosi.<br>Dopo aver aggiunto l\u2019etidio bromuro il gel che \u00e8 liquido si cola all\u2019interno della cella elettroforetica in una vaschetta che ha dei margini in maniera tale che non coli da una parte e dall\u2019altra e poi si attende che si solidifichi e il gel \u00e8 pronto. Per creare i pozzetti si aggiunge un pettinino in maniera tale da formare i pozzetti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"872\" height=\"205\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/schema-preparazione-agarosio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13900\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/schema-preparazione-agarosio.jpg 872w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/schema-preparazione-agarosio-300x71.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/schema-preparazione-agarosio-768x181.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In seguito all\u2019applicazione di un campo elettrico, le molecole di DNA che sono cariche negativamente (perch\u00e9 sono degli acidi) migreranno dall\u2019elettrodo negativo verso il positivo quindi verso l\u2019anodo. I frammenti pi\u00f9 piccoli migreranno molto pi\u00f9 rapidamente quindi i vari segmenti di acido nucleico vengono separati in base alla dimensione molecolare: quelli pi\u00f9 piccoli li ritroveremo pi\u00f9 in basso mentre quelli pi\u00f9 grandi si fermeranno prima. In base alla dimensione molecolare degli acidi nucleici che noi dobbiamo andare a separare utilizziamo delle differenti concentrazioni di agarosio perch\u00e9 maggiore \u00e8 la concentrazione di agarosio, minore sar\u00e0 la grandezza dei pori che si formeranno all\u2019interno dell\u2019agarosio. Pi\u00f9 \u00e8 fitta questa rete, pi\u00f9 \u00e8 ostacolata la migrazione dell\u2019acido nucleico mentre, invece, se abbiamo degli acidi nucleici con peso molecolare molto alto, dobbiamo utilizzare una concentrazione di agarosio molto bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>La velocit\u00e0 di migrazione \u00e8 influenzata da: dimensione del DNA, concentrazione di agarosio nel gel, conformazione del DNA, voltaggio applicato, presenza di etidio bromuro, composizione ionica del buffer.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"372\" height=\"363\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/forme-del-DNA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13901\" style=\"width:250px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/forme-del-DNA.jpg 372w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/forme-del-DNA-300x293.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il DNA pu\u00f2 trovarsi in diverse conformazioni che hanno differenti velocit\u00e0 di migrazione anche se di dimensione uguale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la forma superavvolta corre pi\u00f9 velocemente in quanto pi\u00f9 compatta.<\/li>\n\n\n\n<li>La forma circolare corre pi\u00f9 lenta perch\u00e9 \u201cpi\u00f9 ingombrante\u201d e fa pi\u00f9 fatica a muoversi all\u2019interno dei pori del gel<\/li>\n\n\n\n<li>La forma lineare ha una mobilit\u00e0 intermedia (la forma lineare \u00e8, per esempio, quella che si ritrova come prodotto nella PCR)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"597\" height=\"408\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/elettroforesi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13902\" style=\"width:354px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/elettroforesi.jpg 597w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/elettroforesi-300x205.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questa \u00e8 un\u2019immagine tipica che si ottiene su transilluminatore, cio\u00e8 quando il gel viene posizionato su questo strumento che ha una lampada a UV sul basso. Questo \u00e8 il segnale dovuto all\u2019etidio bromuro che si intercala tra gli acidi nucleici. Generalmente nel primo pozzetto (il primo a sinistra nella figura) viene caricato un marker di peso molecolare. Se noi vogliamo stabilire il peso molecolare del nostro segmento di acido nucleico dobbiamo paragonarlo a un marker di peso molecolare che \u00e8 una miscela di frammenti di DNA con un peso molecolare noto e quindi dall\u2019altezza di migrazione del nostro campione possiamo risalire al peso molecolare e quindi valutare la qualit\u00e0 del nostro campione iniziale.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1566219645\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4dKCEZD\" target=\"_blank\" aria-label=\"81jCfYTxgML._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_.jpg 2523w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_-300x62.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_-1024x213.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_-768x160.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_-1536x320.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81jCfYTxgML._SX3000_-2048x426.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2523px) 100vw, 2523px\" width=\"2523\" height=\"525\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-5\"  class=\"wp-block-heading\">Gel di poliacrilammide<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019elettroforesi su gel di poliacrilammide \u00e8 utilizzata maggiormente nella separazione delle proteine perch\u00e9 presenta un grado di risoluzione maggiore rispetto all\u2019agarosio essendo le proteine pi\u00f9 piccole rispetto agli acidi nucleici. Per\u00f2 l\u2019agarosio pu\u00f2 essere utilizzato anche per le proteine e la poliacrilamide per gli acidi nucleici in quanto non c\u2019\u00e8 questa separazione nettissima.<br>Alla fine nell&#8217;elettroforesi su gel di poliacrilammide ogni banda nera (in molti casi \u00e8 blu perch\u00e9 il colorante maggiormente utilizzato per la colorazione delle proteine \u00e8 il <strong>blue di coomassie<\/strong>) corrisponder\u00e0 a una differente proteina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sintesi-poliacrilammide.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13903\" style=\"width:378px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sintesi-poliacrilammide.png 960w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sintesi-poliacrilammide-300x225.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sintesi-poliacrilammide-768x576.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <strong>gel di poliacrilamide<\/strong> funziona come un setaccio molecolare: si formano delle maglie all\u2019interno all\u2019acrilamide in seguito a una reazione di polimerizzazione. Applichiamo sul pozzetto, cio\u00e8 sul fronte del gel, la nostra miscela e la velocit\u00e0 di migrazione \u00e8 funzione dell\u2019inverso della dimensione molecolare, cio\u00e8 quelle pi\u00f9 piccole migreranno pi\u00f9 velocemente perch\u00e9 le maglie del gel si lasciano attraversare pi\u00f9 facilmente, mentre quelle pi\u00f9 grandi incontrano un ostacolo maggiore alla migrazione. Quindi le proteine che si trovano pi\u00f9 in alto sono quelle con una dimensione molecolare maggiore e via via decrescono verso il basso.<br>Nella figura affianco viene illustrata la reazione di <strong>polimerizzazione<\/strong>. Per poter preparare un gel di poliacrilamide si miscelano varie sostanze tra di loro, tra cui le principali sono l\u2019<strong>acrilamide<\/strong> che si miscela con <strong>metilenbisacrilamide<\/strong>. Un tempo l\u2019acrilamide e la metilen bisacrilamide si preparavano separatamente, adesso sono disponibili commercialmente le miscele liquide di acrilamide e di metilen bisacrilamide gi\u00e0 pronte con una percentuale differente e la cui proporzione varia a seconda della porosit\u00e0 che noi vogliamo ottenere nel gel. L\u2019acrilamide in polvere \u00e8 neurotossica per il nostro organismo, e quindi bisogna dotarsi di mascherina, occhiali, guanti. Ora \u00e8 disponibile l\u2019acrilamide in soluzione che \u00e8 meno pericolosa della polvere la quale si pu\u00f2 inalare e pu\u00f2 andare a contatto con la pelle. La reazione di polimerizzazione tra l\u2019acrilamide e la metilen bisacrilamide ha bisogno di un input con un iniziatore radicalico perch\u00e9 si tratta di una polimerizzazione radicalica e un catalizzatore rappresentato dal <strong>TEMED<\/strong>. L\u2019iniziatore radicalico \u00e8 il persolfato che commercialmente \u00e8 disponibile come <strong>ammonio persolfato<\/strong>. Aggiungendo nel nostro becher queste due sostanze, cio\u00e8 TEMED e ammonio persolfato, diamo il via alla reazione di polimerizzazione. Quando noi stiamo facendo il gel e aggiungiamo queste due sostanze dobbiamo essere molto veloci nel colare il gel, cio\u00e8 nel posizionare e versare il gel attraverso i due vetrini che poi contengono il gel altrimenti la polimerizzazione avviene nel becher. La percentuale di acrilamide pu\u00f2 variare tra il 20%, 15%, 5% e 3,5%. La percentuale di acrilamide pi\u00f9 bassa permette di separare delle proteine pi\u00f9 grandi e viceversa.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4125705891\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4n3hOt1\" target=\"_blank\" aria-label=\"9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-scaled.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-scaled.jpg 2560w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-300x65.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-1024x221.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-768x166.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-1536x332.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-2048x443.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" width=\"2560\" height=\"553\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-6\"  class=\"wp-block-heading\">SDS-PAGE<\/h2>\n\n\n\n<p>Un tipo particolare di tecnica elettroforetica \u00e8 l\u2019<strong>SDS-PAGE<\/strong>, universalmente conosciuta e utilizzata in tutti i laboratori del mondo che studiano proteine. Questa particolare tecnica elettroforetica di studio delle proteine si basa sull\u2019utilizzo di un blando detergente anionico chiamato SDS (<strong>sodio dodecil solfato<\/strong>). Esso ha delle cariche negative e legandosi alle proteine da analizzare, le carica tutte allo stesso modo, cio\u00e8 vengono uniformate dal punto di vista della carica. Il principio di separazione delle proteine diventa soltanto il peso molecolare: le proteine che si fermano pi\u00f9 in alto nel gel avranno peso molecolare maggiore rispetto a quelle che migrano pi\u00f9 in basso nel gel. E\u2019 importante che le molecole abbiano tutte esattamente lo stesso rapporto carica\/massa (migrazione in base al solo peso molecolare). Ci\u00f2 \u00e8 normale per i frammenti di acidi nucleici in cui il numero di cariche negative dovute ai gruppi fosfato \u00e8 esattamente proporzionale alla lunghezza. Per gli acidi nucleici si usano gel al 4%-6% per la separazione di frammenti molto piccoli. In realt\u00e0 questo tipo di tecnica \u00e8 molto utilizzata nella separazione delle proteine ed \u00e8 un tipo di tecnica elettroforetica di tipo denaturante. PAGE sta per PoliAcrilamide Gel Elettroforesi.<br><strong>Elettroforesi<\/strong> <strong>denaturante<\/strong> significa che la proteina viene analizzata nel suo stato denaturato, mantiene soltanto la propria dimensione molecolare. Da questo tipo di tecnica non otteniamo nessun tipo di informazione riguardante la struttura della proteina, cio\u00e8 la andiamo a studiare solo per quanto riguarda il peso e in base al peso si risale al tipo di proteina. Se la proteina \u00e8 conosciuta, e attraverso altri metodi di analisi andiamo a determinarne la struttura.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2112478453\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4k5ejQz\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-21 204822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png 382w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822-300x268.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" width=\"300\" height=\"268\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Prima di poter caricare il campione sul gel, le proteine vanno incontro a un processo di denaturazione. Vengono utilizzati dei reagenti denaturanti. L\u2019SDS in s\u00e9 conferisce a tutte le proteine la carica negativa e vengono anche parzialmente denaturate, per\u00f2 poi nella nostra soluzione vanno aggiunti altri agenti denaturanti di cui i maggiormente utilizzati sono l\u2019<strong>urea<\/strong> che ad alte concentrazioni dissocia le subunit\u00e0, il <strong>mercaptoetanolo<\/strong> la cui sigla \u00e8 \u03b2-SH e il DTT che \u00e8 il <strong>ditiotreitolo<\/strong>. La specificit\u00e0 di queste sostanze \u00e8 la presenza dello zolfo sotto forma di gruppi solfidrilici che va a rompere i ponti di disolfuro che tengono insieme le varie subunit\u00e0 polipeptidiche nel caso in cui ci siano questi tipi di interazioni covalenti. Questo perci\u00f2 \u00e8 il primo passaggio da fare per poter separare le proteine tramite tecnica elettroforetica. L\u2019SDS denatura completamente le proteine inserendosi con la porzione apolare verso l\u2019interno e con la porzione carica negativamente all\u2019esterno. Le proteine cos\u00ec risultano avvolte in un guscio di cariche negative uniformi. Poich\u00e9 la quantit\u00e0 di SDS usato \u00e8 in rapporto di 1:2, cio\u00e8 una molecola di SDS ogni due amminoacidi, la mobilit\u00e0 della stessa dipender\u00e0 dalla lunghezza della catena polipeptidica e quindi dal peso molecolare mentre il rapporto carica\/massa sar\u00e0 uguale per tutte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ruo.mbl.co.jp\/bio\/e\/support\/method\/images\/sds.png\" alt=\"\" style=\"width:361px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <span class=\"rn92ee\"><a class=\"o5rIVb irc_hol i3724 irc_lth\" tabindex=\"0\" href=\"http:\/\/ruo.mbl.co.jp\/bio\/g\/support\/method\/sds-page.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-noload=\"\" data-ved=\"2ahUKEwjhx7bE44XcAhUMbrwKHfMACSIQjB16BAgBEAQ\"><span class=\"irc_ho\" dir=\"ltr\">ruo.mbl.co.jp<\/span><\/a><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nell\u2019immagine sono illustrati i vari passaggi. A sinistra vengono rotti i ponti di disolfuro tra le proteine con gli agenti denaturanti e si aggiunge SDS ottenendo una condizione di questo tipo per la proteina: tutte le proteine sono caricate negativamente dalla presenza dell\u2019SDS e vengono cos\u00ec caricate sul gel dove ogni banda corrisponde a una singola proteina. Abbiamo la corsa elettroforetica, cio\u00e8 l\u2019allestimento della cella elettroforetica, l\u2019aggiunta del tampone di corsa o buffer di corsa. Generalmente il pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il buffer di corsa costituito da tris-HCl e Glicina. Poi alla fine si ha la visualizzazione delle bande proteiche sul nostro gel. Quindi il risultato finale tipico pu\u00f2 essere quello dove le proteine al termine della corsa elettroforetica vengono colorate e la colorazione generalmente si fa con il <strong>coomassie brilliant blue g-250<\/strong>. Ci sono due tipi di blue coomassie: il blue coomassie g-250 e il blue coomassie r-250. La differenza \u00e8 la presenza di alcuni gruppi aggiuntivi nella forma g che \u00e8 quella pi\u00f9 utilizzata ed \u00e8 maggiormente risolutiva rispetto alla forma r. Questo colorante ha la capacit\u00e0 di reagire con alcuni particolari amminoacidi della catena polipeptidica e rimane attaccato alle proteine. Con questa tecnica noi utilizziamo come discriminante, cio\u00e8 come elemento di differenziazione delle varie proteine, soltanto il peso molecolare perch\u00e9 tutte le proteine sono cariche allo stesso modo avendole prima trattate con l\u2019SDS. Per poter poi risalire al peso molecolare della nostra proteina sconosciuta possiamo paragonare la distanza di migrazione in cm rispetto al fronte del gel che \u00e8 sempre la porzione del gel pi\u00f9 in alto perch\u00e9 l\u2019SDS-PAGE \u00e8 un tipo di tecnica che si fa con elettroforesi verticale quindi dall\u2019alto verso il basso. Le proteine pi\u00f9 in alto hanno un peso maggiore di quelle poste in basso. Si pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 precisi nel determinare il peso molecolare perch\u00e9 esiste una relazione matematica molto precisa tra il logaritmo della massa relativa della proteina e la sua distanza in cm. \u00c8 una correlazione inversa perch\u00e9 maggiore \u00e8 la migrazione minore sar\u00e0 il peso.<br>Man mano che procediamo nel processo di purificazione della proteina aumenta la percentuale della nostra proteina di interesse perch\u00e9 maggiormente presente rispetto alle altre.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2887498626\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HvxfJO\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0.jpeg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0.jpeg 640w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-80x300.jpeg 80w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-273x1024.jpeg 273w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-546x2048.jpeg 546w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" width=\"180\" height=\"675\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Applicazioni della SDS-PAGE:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>determinare la purezza del campione;<\/li>\n\n\n\n<li>determinare il peso molecolare del campione;<\/li>\n\n\n\n<li>presupposto per una successiva analisi, il <strong>western blotting<\/strong> o western blot che permette di analizzare nel dettaglio una singola proteina utilizzando anticorpi specifici contro quella determinata proteina;<\/li>\n\n\n\n<li>determinare la <strong>purificazione<\/strong> della proteina. Per esempio quando alla fine otteniamo il nostro gel con le nostre bande proteiche che sono colorate e che possiamo visualizzare con il blue coomassie, possiamo purificare quella proteina tagliando quella regione del gel che contiene la nostra proteina e utilizzandola per successive analisi fatte in spettrometria di massa, la tecnica analitica che meglio si presta per l\u2019identificazione precisa di una proteina.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Metodi di colorazione delle proteine dopo la separazione elettroforetica:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Coomassie Brilliant Blue (CBB);<\/li>\n\n\n\n<li>Silver staining \u2013 colorazione con ioni di argento. Questo tipo di colorazione rispetto alla colorazione con coomassie brilliant blue g ha un grado di sensibilit\u00e0 maggiore e riesce a rilevare delle quantit\u00e0 di proteine pi\u00f9 piccole nel nostro gel;<\/li>\n\n\n\n<li>Colorazione di Schiff con acido periodico (PAS) &#8211; non viene utilizzata quasi mai nei laboratori di ricerca;<\/li>\n\n\n\n<li>Densitometria a scansione \u2013 il densitometro \u00e8 uno strumento che permette di tradurre il nostro segnale che \u00e8 la nostra banda in un numero. \u00c8 una specie di scanner attraverso cui le varie bande sono attraversate da un fascio di luce e dall\u2019analisi fatta con un densitometro viene fuori un profilo densitometrico: a ogni proteina corrisponde un picco che \u00e8 pi\u00f9 o meno elevato a seconda dell\u2019intensit\u00e0 della banda. Quando si fanno delle analisi chimico-cliniche e quindi l\u2019elettroforesi delle proteine sieriche se si legge il risultato vi \u00e8 il profilo delle varie ammine o globuline dove l\u2019albumina sierica \u00e8 quella con il picco maggiore perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 presente a livello del siero. Quindi un profilo di questo tipo viene fuori dall\u2019analisi densitometrica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience1975313546\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-7\"  class=\"wp-block-heading\">Elettroforesi NATIVA<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019elettroforesi nativa, come dice il termine, \u00e8 una tecnica separativa delle proteine che per\u00f2 preserva la conformazione nativa della proteina. \u00c8 utilizzata ogni qualvolta \u00e8 importante conservare l\u2019attivit\u00e0 funzionale delle proteine (l\u2019SDS-PAGE \u00e8 un\u2019elettroforesi in condizioni denaturanti). Un esempio \u00e8 la separazione degli isoenzimi della <strong>lattico deidrogenasi LDH<\/strong> del siero umano. Esistono 5 isoenzimi le cui differenze nella struttura delle subunit\u00e0 produce una diversa carica elettrica (stesso peso molecolare). Questa differenza di carica consente la separazione dei 5 isoenzimi della LDH quando si esegue l\u2019elettroforesi. Dopo la corsa elettroforetica gli isoenzimi presenti nel gel sono evidenziati per mezzo delle reazioni riportate affianco.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"100\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/reazioni.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13904\" style=\"width:371px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/reazioni.png 448w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/reazioni-300x67.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella prima reazione del lattato con il NAD\u207a tramite il lattato deidrogenasi (LDH) si forma il piruvato e il NADH. Il NADH che viene prodotto viene evidenziato con il composto <strong>NBT<\/strong> in presenza di <strong>PMS<\/strong> per formare la forma ossidata del NAD pi\u00f9 NB-Formazano che \u00e8 un prodotto che si colora di blu-marroncino quindi \u00e8 una misura indiretta dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019enzima, cio\u00e8 un metodo colorimetrico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato che viene fuori \u00e8 riportato nel cartoon sottostante dove sono riportati a sinistra le 5 isoforme del LDH: &nbsp;la cui carica elettrica positiva aumenta andando da LDH<sub>1<\/sub> a LDH<sub>5<\/sub>. Possiamo ottenere dalla densit\u00e0 delle bande il profilo elettroforetico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"921\" height=\"357\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/tabella-densitometrica-dellLDH.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13905\" style=\"width:840px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/tabella-densitometrica-dellLDH.jpg 921w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/tabella-densitometrica-dellLDH-300x116.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/tabella-densitometrica-dellLDH-768x298.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TUiOU0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"727\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18262\" style=\"width:159px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL.jpg 500w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41z8x487zNL-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TUiOU0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Acquista ora<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sempre nella tabella, in A abbiamo un siero normale, in B un infarto acuto del miocardio dove aumenta notevolmente LDH<sub>1<\/sub>\u00a0mentre in C abbiamo un\u2019epatite acuta dove aumenta LDH<sub>5<\/sub>\u00a0che \u00e8 tipica dell\u2019epatocita. Nei cardiomiociti si trova pi\u00f9 che altro l\u2019isoforma numero 1. LDH<sub>1<\/sub> e LDH<sub>5<\/sub> possono essere indice rispettivamente dell\u2019infarto o dell\u2019epatite acuta perch\u00e9 in questi casi si ha necrosi cellulare e quindi fuoriuscita del contenuto della cellula e si ritrovano questi isoenzimi a livello del siero dove normalmente non sono presenti, cio\u00e8 vi \u00e8 un aumento delle isoforme e in base al tipo di isoforma che aumenta si pu\u00f2 valutare l\u2019infarto acuto del miocardio oppure l\u2019epatite acuta. Ci sono anche altri tipi di marker enzimatici che vengono utilizzati per valutare questi tipi di danni ma l\u2019LDH rimane uno degli enzimi maggiormente utilizzati per queste analisi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/420RXHG\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I principi di biochimica di Lehninger.<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience3119340137\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3Z1y57a\" target=\"_blank\" aria-label=\"51pUYGoTqgL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_.jpg 2006w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_-300x79.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_-1024x268.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_-768x201.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/51pUYGoTqgL._SX3000_-1536x402.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2006px) 100vw, 2006px\" width=\"2006\" height=\"525\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tecnica molto utilizzata nei laboratori \u00e8 l\u2019elettroforesi che si basa sulla capacit\u00e0 di movimento di molecole pi\u00f9 o meno grandi quando vengono sottoposte a un campo elettrico. Due esempi importanti di macromolecole che possono essere separati tra di loro sfruttando questo principio sono gli acidi nucleici e le proteine. Proprio queste due macromolecole perch\u00e9&hellip;<\/p>\n<p class=\"more\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/tecniche-elettroforetiche-per-lo-studio-di-proteine-e-nucleotidi\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Tecniche elettroforetiche per lo studio di proteine e 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