{"id":14778,"date":"2018-12-12T13:02:42","date_gmt":"2018-12-12T12:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=14778"},"modified":"2024-02-06T09:15:37","modified_gmt":"2024-02-06T08:15:37","slug":"distrofia-muscolare-sintomi-e-mutazioni-coinvolte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/distrofia-muscolare-sintomi-e-mutazioni-coinvolte\/","title":{"rendered":"Distrofia muscolare: sintomi e mutazioni coinvolte"},"content":{"rendered":"\n<p>Le distrofie muscolari sono malattie che coinvolgono diversi geni, ma il pi\u00f9 frequente \u00e8 il gene della <strong>distrofina<\/strong>, uno dei geni pi\u00f9 grossi dell&#8217;organismo, contiene circa 79 esoni, ed \u00e8 anche un gene molto suscettibile a mutazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La patogenesi \u00e8 caratterizzata dal fatto che a seguito dell&#8217;indebolimento del complesso <strong>distrofina-glicoproteine-citoscheletro<\/strong>, tra le altre cose si ha rottura della membrana con entrata di calcio e perdita dell\u2019osmosi cellulare che porta alla morte della cellula.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie caratterizzate da <u>debolezza muscolare<\/u> e <u>atrofia<\/u> a carattere ingravescente. Riguardano mutazioni in geni che codificano componenti del complesso distrofina-glicoproteine: <u>indebolimento del sarcolemma<\/u>, <u>rottura della membrana<\/u>, <u>morte della fibra muscolare<\/u>, <u>degenerazione muscolare<\/u> progressiva, <u>debolezza muscolare<\/u>, <u>insufficienza respiratoria<\/u> e <u>cardiaca<\/u>.<br>Ne esistono vari tipi, le principali sono le distrofie muscolari di <strong>Duchenne<\/strong> e di <strong>Becker.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"519\" height=\"513\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Rapporti-tra-la-membrana-cellulare-sarcolemma-e-le-proteine-associate-al-sarcolemma.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14779\" style=\"width:260px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Rapporti-tra-la-membrana-cellulare-sarcolemma-e-le-proteine-associate-al-sarcolemma.jpg 519w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Rapporti-tra-la-membrana-cellulare-sarcolemma-e-le-proteine-associate-al-sarcolemma-300x297.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le basi patologiche delle malattie<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <strong>complesso distrofina-glicoproteine<\/strong> \u00e8 importante per il collegamento citoscheletro-matrice e per la stabilizzazione della membrana durante i cicli contrazione-rilassamento. Il collegamento impedisce fratture del sarcolemma indotte da sforzo meccanico durante la contrazione delle cellule muscolari. Nel momento in cui la distrofina manca o non funziona correttamente \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che in seguito allo sforzo muscolare vi sia una lacerazione delle fibre e quindi danno a livello della membrana dei miociti con ingresso di calcio che induce la necrosi di queste cellule che vanno incontro a morte progressiva.<br>Il <strong>calcio<\/strong> \u00e8 circa 10.000 volte pi\u00f9 concentrato all\u2019esterno della cellula e questo \u00e8 importante perch\u00e9 l&#8217;entrata di calcio in cellula stimola tutta una serie di processi come l\u2019attivazione di enzimi quali le <strong>fosfolipasi<\/strong> che degradano membrana cellulare, le <strong>proteasi<\/strong> che degradano altre proteine ed enzimi che degradano DNA che poi portano alla distruzione della cellula stessa. Quindi la cellula va incontro a morte per necrosi.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience304029147\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TWDSbb\" target=\"_blank\" aria-label=\"apple watch\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/apple-watch.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>La <strong>distrofina<\/strong>, una proteina intracellulare forma una interfaccia tra le proteine del citoscheletro e un gruppo di proteine transmembrana, i <strong>distroglicani<\/strong> e i <strong>sarcoglicani<\/strong>. Le proteine citoscheletriche sono l\u2019<strong>actina <\/strong>citoplasmatica, la <strong>distrobrevina<\/strong> e le <strong>sintrofine<\/strong> (queste due formano un legame con l&#8217;ossido di azoto sintetasi di tipo neuronale (<strong>nNOS<\/strong>) e con la <strong>caveolina<\/strong> (ancorata sul versante citosolico della membrana). Le proteine transmembrana interagiscono con elementi matrice extra tra cui la <strong>laminina<\/strong>.<br>Mutazioni di <u>sarcoglicani<\/u>, <u>caveolina<\/u> porta a distrofie <strong>autosomiche dei cingoli<\/strong>. Mutazioni di <u>laminina<\/u> comporta distrofie <strong>congenite<\/strong>. Mutazioni alla <u>distrofina<\/u> portano a distrofia muscolare di <strong>Duchenne<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gene colpito per le <strong>distrofinopatie<\/strong> \u00e8 quindi la <strong>distrofina<\/strong>, 79 esoni su 2.5 Mb (trascritto: 14 Kb), gene presente sul <strong>cromosoma X<\/strong> e quindi colpisce pi\u00f9 i maschi rispetto alle femmine (incidenza 1:3.500 maschi) e in maniera grave. Questo perch\u00e9 nel momento in cui i maschi ereditano il gene mutato manifestano necessariamente la patologia, mentre nelle femmine si ha manifestazione della patologia a seconda di quale cromosoma X viene inattivato per effetto della lyonizzazione; chiaramente se viene inattivato l&#8217;X dove \u00e8 presente il gene mutato, la malattia non c&#8217;\u00e8, se invece viene inattivato il cromosoma sano la malattia si manifesta.<\/p>\n\n\n\n<p>La malattia \u00e8 caratterizzata da <strong>eterogeneit\u00e0 allelica<\/strong> e quindi ha gravit\u00e0 diversa a seconda della mutazione che caratterizza il gene della distrofina. Nel 30% dei casi vi \u00e8 un&#8217;anamnesi familiare negativa (mutazione de novo).<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience28704823\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4swoans\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2.jpg 2191w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2-300x65.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2-1024x222.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2-768x166.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2-1536x332.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/66e6ea97-5fdb-4e3b-ac4e-c60c1bc75ed2-2048x443.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2191px) 100vw, 2191px\" width=\"2191\" height=\"474\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Vi si distinguono prevalentemente due tipi di distrofinopatie:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>distrofia muscolare di Duchenne<\/strong> (<strong>DMD<\/strong>): delezioni che impediscono sintesi proteica, quadro clinico grave e insorgenza precoce;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>distrofia muscolare di Becker<\/strong> (<strong>BMD<\/strong>): sintesi di proteine anomale con funzionalit\u00e0 ridotta (con amminoacidi diversi o che mancano di alcune porzioni), quadro clinico meno grave di DMD, insorgenza pi\u00f9 tardiva;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-14780\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"569\" height=\"428\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Distrofia-muscolare-di-Duchenne.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14780\" style=\"width:415px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Distrofia-muscolare-di-Duchenne.jpg 569w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Distrofia-muscolare-di-Duchenne-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>A:<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">Distrofia muscolare di Duchenne (DMD)<\/span> che mostra variazione nelle dimensioni delle fibre muscolari, aumento del tessuto connettivo endomisiale e fibre in rigenerazione (colore blu).<br><strong>B:<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">Western blot<\/span> che mostra assenza di distrofina nella DMD e alterazione nelle dimensioni della distrofina nella distrofia muscolare di Becker (DMB), a confronto con un soggetto normale di controllo (freccia) (Con).<br>(Per gentile concessione di Dr. L. Kunkel, Children&#8217;s Hospital, Boston, MA).<br>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le basi patologiche delle malattie<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per quanto riguarda la <strong>Duchenne<\/strong> l\u2019insorgenza varia tra i <u>3 e i 5 anni<\/u>. I bambini colpiti hanno difficolt\u00e0 a <u>deambulare<\/u> o ad alzarsi da terra e mostrano una <u>degenerazione<\/u> dei muscoli della coscia e del bacino. La malattia diventa molto grave gi\u00e0 entro i 10\/15 anni di et\u00e0 quando i soggetti non sono gi\u00e0 pi\u00f9 in grado di camminare.<br>Un enzima importante che si dosa gi\u00e0 quando si fanno le normali analisi del sangue \u00e8 la <strong>creatinina fosfochinasi <\/strong><strong>(CPK),<\/strong> un enzima che serve per l\u2019energia del muscolo, il cui aumento nel sangue \u00e8 indice di danno muscolare proprio perch\u00e9 quando le cellule muscolari hanno un danno di membrana liberano questa proteina in circolo. In genere questi pazienti muoiono intorno ai <u>20 anni<\/u> per indebolimento della muscolatura soprattutto <u>cardiaca<\/u> ma anche <u>polmonare<\/u> andando incontro a <strong>insufficienza respiratoria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda invece la Distrofia di <strong>Becker<\/strong>, \u00e8 pi\u00f9 rara con un\u2019incidenza di 1\/20.000 circa maschi. Questo tipo di patologia provoca <u>debolezza<\/u> e <u>atrofia<\/u> nella muscolatura ma l\u2019esordio \u00e8 <u>tardivo<\/u> e la capacit\u00e0 di camminare viene persa pi\u00f9 tardi intorno ai <u>25\/30<\/u> anni. Dunque, comunque la patologia si manifesta, ma pi\u00f9 tardivamente, e i pazienti possono vivere sino ai 50 anni. La morte sopraggiunge sempre per <u>insufficienza respiratoria<\/u>, l\u2019interessamento cardiaco \u00e8 meno frequente e le facolt\u00e0 intellettive sono quasi sempre normali.<br>La distrofia di Becker \u00e8 pi\u00f9 rara della Duchenne e il motivo sta sempre nel tipo di mutazione.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience998697856\" style=\"float: right;\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3495866718878812\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script><ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block;\" data-ad-client=\"ca-pub-3495866718878812\" \ndata-ad-slot=\"7361327101\" \ndata-ad-format=\"auto\" data-full-width-responsive=\"true\"><\/ins>\n<script> \n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \n<\/script>\n<\/div>\n\n\n<p>Mutazioni delle distrofie muscolari di Becker e Duchenne sono:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>delezione<\/strong>: il 65% dei maschi affetti da DMD hanno delezioni del gene per la distrofina che possono interessare uno o pi\u00f9 esoni:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><u>delezione frameshift<\/u> con spostamento della cornice di lettura che porta ad un troncamento della proteina che \u00e8 instabile e viene degradata (Duchenne) per cui il fenotipo \u00e8 grave;<\/li>\n\n\n\n<li><u>delezioni in frame<\/u> (delezioni di 3 e multipli) con mantenimento della cornice che porta ad una proteina parzialmente funzionante, priva di un segmento interno (Becker);<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>mutazioni di siti di splicing<\/strong>: anche qui tutto dipende se la cornice di lettura viene mantenuta o meno. Avvengono nel 30% dei casi;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>duplicazione di esoni<\/strong>: anche qui dipende se la cornice viene mantenuta. 5% dei casi. La probabilit\u00e0 che la cornice di lettura venga mantenuta \u00e8 pi\u00f9 bassa rispetto a quella in cui la cornice shifta e infatti la Duchenne \u00e8 pi\u00f9 frequente della Becker.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>mutazioni puntiformi<\/strong> come la sostituzione di <strong>C3304Y<\/strong> (cisteina scambiata con una tirosina): tale mutazione impedisce alla distrofina di legarsi al \u03b2-destroglicano, altra proteina del citoscheletro. Tale mutazione ha effetti minori sulla malattia.\n<\/li>\n<\/ol>\n\n\n<div class=\"wp-block-image size-full wp-image-14785\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"963\" height=\"645\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Tabella-di-altre-distrofie.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14785\" style=\"width:841px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Tabella-di-altre-distrofie.jpg 963w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Tabella-di-altre-distrofie-300x201.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Tabella-di-altre-distrofie-768x514.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le basi patologiche delle malattie<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"817\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/61Y9pU2LE-L._SL1200_-817x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18714\" style=\"width:160px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/61Y9pU2LE-L._SL1200_-817x1024.jpg 817w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/61Y9pU2LE-L._SL1200_-239x300.jpg 239w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/61Y9pU2LE-L._SL1200_-768x963.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/61Y9pU2LE-L._SL1200_.jpg 957w\" sizes=\"auto, (max-width: 817px) 100vw, 817px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Acquista ora<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per trattare i pazienti con DMD si \u00e8 cercato di sfruttare la terapia genica utilizzando vettori virali come <strong>retrovirus<\/strong> e <strong>lentivirus<\/strong> derivati da HIV (i lentivirus fanno parte della famiglia dei retrovirus) e <strong>adenovirus<\/strong>; questi vettori sono stati modificati in laboratorio e usati per infettare cellule muscolari per veicolare il gene sano e correggere il DNA. Questo \u00e8 stato un successo nei topi transgenici ma la sperimentazione clinica nell&#8217;uomo non \u00e8 ancora iniziata perch\u00e9 si devono trovare mezzi efficaci di accesso alle cellule muscolari, inoltre la lunghezza del gene per la distrofina (14 Kb) \u00e8 maggiore della capacit\u00e0 di incorporazione di un adenovirus. Infine sono stati usati anche retrovirus, ma poich\u00e9 questi infettano solo cellule in attiva proliferazione, il gene \u00e8 stato introdotto in mioblasti embrionali e i mioblasti trapiantati in vitro esprimono la distrofina solo transitoriamente.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ue6Ytn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le basi patologiche delle malattie<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience3340279630\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24157' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Now loading&#8230;<\/p><\/div>\r\n\r\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le distrofie muscolari sono malattie che coinvolgono diversi geni, ma il pi\u00f9 frequente \u00e8 il gene della distrofina, uno dei geni pi\u00f9 grossi dell&#8217;organismo, contiene circa 79 esoni, ed \u00e8 anche un gene molto suscettibile a mutazioni. 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