{"id":15156,"date":"2020-04-08T14:16:49","date_gmt":"2020-04-08T12:16:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=15156"},"modified":"2024-01-30T21:38:39","modified_gmt":"2024-01-30T20:38:39","slug":"il-carcinoma-ovarico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/il-carcinoma-ovarico\/","title":{"rendered":"Il carcinoma ovarico"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>carcinoma ovarico<\/strong> \u00e8 un tumore in forte incremento. La sua incidenza si colloca al settimo posto tra i tumori del sesso femminile ed \u00e8 gravata dall\u2019elevata mortalit\u00e0 per via della diagnosi in stadio avanzato. Ogni anno circa 16.000 donne muoiono per cancro ovarico.<\/p>\n\n\n\n<div id=\"rtoc-mokuji-wrapper\" class=\"rtoc-mokuji-content frame4 preset2 animation-slide rtoc_open default\" data-id=\"15156\" data-theme=\"eStar\">\n\t\t\t<div id=\"rtoc-mokuji-title\" class=\"rtoc_btn_none rtoc_center\">\n\t\t\t\n\t\t\t<span>Indice dei contenuti<\/span>\n\t\t\t<\/div><ul class=\"rtoc-mokuji mokuji_none level-2\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-1\">PREDISPOSIZIONE GENETICA E SINDROMI EREDITARIE<\/a><ul class=\"rtoc-mokuji mokuji_none level-2\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-2\">DISTRIBUZIONE PER ET\u00c0 E POSSIBILIT\u00c0 DI SCREENING<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-3\">CLINICA<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-4\">CLASSIFICAZIONE CLINICA<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-5\">STADIAZIONE PATOLOGICA<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-6\">FATTORI PROGNOSTICI<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-7\">Classificazione delle neoplasie ovariche<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ol><\/div><h3 id=\"rtoc-1\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"PREDISPOSIZIONE_GENETICA_E_SINDROMI_EREDITARIE\"><\/span>PREDISPOSIZIONE GENETICA E SINDROMI EREDITARIE<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"228\" height=\"244\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/BRCA1-e-BRCA2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-15161\" style=\"width:209px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Donne con mutazioni localizzate nel gene <em>BRCA1 <\/em>o <em>BRCA2 <\/em>sul cromosoma 17 e 13 hanno un incremento di rischio di 5 volte di sviluppare cancro mammario e un <strong>incremento da 10 a 30 volte <\/strong>di sviluppare un <strong>cancro ovarico<\/strong> rispetto alla popolazione normale.<br>Il rischio di cancro mammario ed ovarico \u00e8 maggiore per le mutazioni del gene BRCA1 rispetto a quelle del BRCA2.<br>Le mutazioni vengono ereditate con modalit\u00e0 autosomica-dominante, pertanto si trasmettono al 50% dei figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Diverse <strong>sindromi<\/strong> possono portare alla predisposizone del carcinoma ovarico. Tra di queste abbiamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>HBOCS<\/strong> (<em><strong>Hereditary Breast Ovarian Cancer Syndrome<\/strong><\/em>). \u00c8 l\u2019acronimo che indica la correlazione ereditaria tra cancro alla mammella e cancro ovarico. Per poter diagnosticare tale sindrome \u00e8 necessario, prima di ricorrere ai test genetici, avere una delle seguenti condizioni: cancro mammario prima dei 50 anni, cancro ovarico in qualsiasi et\u00e0, cancro della mammella maschile, parentela Ashkenazi Jewish e storia personale e familiare di cancro della mammella o dell\u2019ovaio, due cancri mammari nella stessa persona o nello stesso lato familiare ed infine mutazioni di BRCA1 o BRCA2 precedentemente identificate in famiglia.<br>Tutte queste condizioni possono far ipotizzare ad una sindrome ereditaria.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sindrome di Lynch<\/strong>. \u00c8 una sindrome dovuta a mutazioni dei geni del <strong><em>mismatch repair <\/em><\/strong>(MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, o EPCAM). Solitamente nei soggetti con sindrome di Lynch si palesa un incremento di rischio del cancro del colon ed anche la sindrome del carcinoma colon-rettale non poliposo (HNPCC). Tuttavia essi hanno un incremento di rischio anche per il cancro dell\u2019utero, ovaio, rene, stomaco, vescica.<br>Le donne con sindrome di Lynch hanno un <strong>rischio del 60% <\/strong>di sviluppare <strong>cancro dell\u2019endometrio <\/strong>e un <strong>rischio superiore al 24% <\/strong>di sviluppare <strong>cancro ovarico <\/strong>nel corso della vita. L\u2019ovaio \u00e8 coinvolto nella <strong>sindrome di Lynch-2<\/strong>: carcinoma colon non poliposici, carcinoma dell\u2019endometrio, carcinoma mammario, carcinoma ovarico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sindrome di<\/strong> <strong>Cowden<\/strong>. Sindrome caratterizzata dalla mutazione di <strong>PTEN<\/strong>, un oncosoppressore, per cui si palesano tumori ovarici e tumori cerebrali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sindrome di Gorlin Goltz. <\/strong>Sindrome causata dalla mutazione di <strong>PTCH<\/strong> per cui si osservano tumori odontogeni cheratocistici, epiteliomi basocellulari multipli, malformazioni scheletriche, tumori cerebellari, tumori ovarici (fibroma).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience987719210\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/45vV8ex\" target=\"_blank\" aria-label=\"b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_.jpg 1920w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_-300x60.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_-768x154.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/b2d64cbc-0053-4f82-9825-9170077165e7._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-2\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"DISTRIBUZIONE_PER_ETA_E_POSSIBILITA_DI_SCREENING\"><\/span>DISTRIBUZIONE PER ET\u00c0 E POSSIBILIT\u00c0 DI SCREENING<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei tumori ovarici sono benigni (80%) e si riscontrano al di sotto dei 45 anni di et\u00e0, invece i tumori borderline e maligni si riscontrano in genere al di sopra dei 45 anni.<br>La <strong>sintomatologia<\/strong> \u00e8 silente o tardiva e la diagnosi avviene in stadi avanzati ed \u00e8 sempre necessario un riscontro diagnostico ecografico.<br>Anche in casi apparentemente precoci (clinica) vi \u00e8 gi\u00e0 <strong>carcinosi peritoneale microscopica<\/strong>, quindi si ricorre ad alcuni test di screening per ricercare eventuali tumori. Si hanno tre possibilit\u00e0:<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3020533061\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/44ZclLw\" target=\"_blank\" aria-label=\"Progetto senza titolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Progetto-senza-titolo-1.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"300\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><u>Screening Genetico<\/u>;<\/li>\n\n\n\n<li><u>Screening Ecografico + Ca-125<\/u>;<\/li>\n\n\n\n<li><u>Screening <strong>OVALife Test.<\/strong><\/u><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il <strong>CA-125<\/strong> \u00e8 una glicoproteina ad alto peso molecolare presente nel siero di pi\u00f9 dell\u201980% delle donne con carcinoma sieroso o endometrioide dell\u2019ovaio. Viene utilizzata come <strong>marker tumorale<\/strong> per la diagnosi e la prognosi di alcuni tipi di cancro. L\u2019intervallo di riferimento per il CA-125 va da 0 a 35 unit\u00e0\/ml. L&#8217;esame del CA-125 non \u00e8 in grado, da solo, di consentire una diagnosi; nei casi di tumore solo la biopsia del tessuto colpito pu\u00f2 confermare l&#8217;eventuale diagnosi. Tuttavia questo marker \u00e8 molto utile nel follow-up oncologico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>OVALife test<\/strong> consiste invece nel dosaggio di sei biomarcatori: <strong>leptina<\/strong>, <strong>prolattina<\/strong>, <strong>osteopontina<\/strong>, <em>insulin-like growth factor II<\/em> (<strong>IGF-II<\/strong>), <em>macrophage inhibitory factor<\/em> (<strong>MIF<\/strong>) e <strong>CA-125<\/strong>. Questo tipo di test ha una sensibilit\u00e0 del 95,3% ed una specificit\u00e0 del 99,4% per il carcinoma ovarico che \u00e8 molto superiore rispetto a quella del CA-125 da solo.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-3\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"CLINICA\"><\/span>CLINICA<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>Negli stadi iniziali, in gran parte dei casi, risulta asintomatico, quasi tutti i sintomi sono correlati agli stadi III e IV del tumore.<br>I <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>sintomi<\/strong> <\/span>sono: senso di tensione pelvica, dolore basso addome, ingrandimento dell\u2019addome, ascite. A questi si aggiungono i <u>sintomi generali<\/u>: poliuria, astenia, perdita di peso e cachessia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come tumore, tende a <u>diffondere<\/u> al peritoneo e ai linfonodi regionali.<br>Le <u>metastasi<\/u> <strong>gastrointestinali <\/strong>e <strong>pelviche <\/strong>sono dovute a diffusione peritoneale ab estrinseco in specie all\u2019intestino tenue, fistole digestive ileo-ileali, ileo-vaginali; le metastasi<strong> epatiche <\/strong>sono invece dovute ad adsorbimento di fluido peritoneale (non ematiche) per via della <a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/carcinosi-peritoneale-diffusione-intraperitoneale\/\">diffusione intracelomatica<\/a> (peritoneale).<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1783594531\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4l4RJrz\" target=\"_blank\" aria-label=\"71usyhUMe-L._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_.jpg 2311w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_-300x63.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_-1024x217.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_-768x163.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_-1536x325.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/71usyhUMe-L._SX3000_-2048x433.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2311px) 100vw, 2311px\" width=\"2311\" height=\"489\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-4\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"CLASSIFICAZIONE_CLINICA\"><\/span>CLASSIFICAZIONE CLINICA<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>Per la classificazione clinica vengono utilizzate principalmente indagini strumentali, tra queste \u00e8 previsto l\u2019utilizzo della <strong>TC <\/strong>per la <strong>stadiazione <\/strong>del carcinoma ovarico. La <strong>PET <\/strong>pu\u00f2 identificare <strong>metastasi <\/strong>polmonari, ossee o cerebrali che devono essere considerate per la diagnosi. La <strong>MR <\/strong>\u00e8 eccellente per studiare la presenza di <strong>metastasi annessiali.<\/strong> La <strong>PET\/CT <\/strong>\u00e8 utile per la valutazione di <strong>metastasi a distanza<\/strong>, ma non per la diagnosi.<br>\u00c8 necessaria la <strong>conferma istologica <\/strong>di ovaio, tuba di Falloppio, e malattia peritoneale (laparotomia o laparoscopia). Le <strong>biopsie <\/strong>comprendono siti come l\u2019omento, il mesentere, il diaframma, il peritoneo, i linfonodi pelvici e para-aortici.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3377157424\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TWDSbb\" target=\"_blank\" aria-label=\"apple watch\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/apple-watch.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>In base ai risultati sia di indagini bioptiche che indagini strumentali possiamo stabilire la <strong>stadiazione del tumore primitivo (T)<\/strong> localizzato ad una o entrambe le ovaie.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>T1: <\/strong>Il tumore \u00e8 limitato alle ovaie -&gt; Risonanza magnetica (MR) e Ultrasuoni;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>T2: <\/strong>il tumore \u00e8 confinato alla pelvi -&gt; CT con mezzo di contrasto;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>T3a\/b: <\/strong>coinvolgimento dei linfonodi retroperitoneali -&gt; PET\/CT;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>T3c: <\/strong>coinvolgimento della superficie splenica e epatica senza metastasi parenchimali -&gt; CT con mezzo di contrasto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il criterio utilizzato per identificare <strong>metastasi linfonodali (N)<\/strong> \u00e8 l\u2019analisi delle dimensioni (&gt;1 cm) tramite CT e\/o MR. La PET\/CT evidenziando l\u2019attivit\u00e0 metabolica nei linfonodi ha una specificit\u00e0 maggiore rispetto alla CT\/MR nell&#8217;identificazione di metastasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>metastasi a distanza (M)<\/strong> per via ematica si osservano come disseminazione tumorale in sedi extraperitoneali: parenchima epatico, parenchima splenico, parenchima polmonare, linfonodi ascellari, inguinali e sopraclavicolari in quanto le disseminazioni peritoneali avvengono per via intracelomatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>sistema di stadiazione FIGO<\/strong> riflette la modalit\u00e0 di diffusione dei tumori ovarici maligni agli organi pelvici adiacenti ed al peritoneo e la modalit\u00e0 di metastatizzazione ai linfonodi pelvici attraverso i linfatici del ligamento largo, ed ai linfonodi paraaorto-cavali attraverso i linfatici del ligamento sospensorio dell&#8217;ovaio. Nei <strong>tumori ovarici maligni<\/strong>, soprattutto in quelli epiteliali, deve essere definito il grado di differenziazione (ben differenziati, mediamente differenziati, poco differenziati), poich\u00e9 questo parametro si correla con la prognosi e, talora, con la terapia. Lo stroma delle neoplasie ovariche primitive o metastatiche deve essere valutato con attenzione in quanto pu\u00f2 luteinizzarsi e causare manifestazioni cliniche di iperandrogenismo o iperestrogenismo.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>il tumore \u00e8 limitato all\u2019ovaio (1 o 2<\/strong><strong>)<\/strong>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><u>IA<\/u>: 1 ovaio, capsula intatta, assenza tumore sulla superficie ovarica e di cellule maligne nel lavaggio peritoneale;<\/li>\n\n\n\n<li><u>IB<\/u>: 2 ovaie, capsula integra, assenza tumore sulla superficie ovarica e di cellule maligne nel lavaggio peritoneale;<\/li>\n\n\n\n<li><u>IC<\/u>: 1 o 2 ovaie con una delle seguenti condizioni: rottura capsula, presenza di tumore sulla superficie ovarica, presenza di cellule maligne nell\u2019ascite o nel lavaggio peritoneale.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>il tumore colpisce 1 o 2 ovaie con estensione pelvica<\/strong>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><u>IIA<\/u>: estensione e\/o metastasi all\u2019utero e\/o tube, assenza di cellule maligne nell\u2019ascite o nel lavaggio peritoneale;<\/li>\n\n\n\n<li><u>IIB<\/u>: estensione ad altri organi e tessuti pelvici, assenza di cellule maligne nell\u2019ascite o nel lavaggio peritoneale;<\/li>\n\n\n\n<li><u>IIC<\/u>: IIA o IIB + cellule maligne nell\u2019ascite o nel lavaggio peritoneale.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>il tumore colpisce 1 o 2 ovaie, si hanno metastasi peritoneali, extraperitoneali pelviche e\/o con metastasi ai linfonodi regionali<\/strong>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><u>IIIA<\/u>: micrometastasi peritoneo extrapelvico<strong>;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><u>IIIB<\/u>: metastasi &lt; 2 cm nel peritoneo extrapelvico;<\/li>\n\n\n\n<li><u>IIIC<\/u>: metastasi &gt; 2 cm nel peritoneo extrapelvico e\/o metastasi nei linfonodi regionali;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>si hanno metastasi a distanza (es. epatiche), con citologia positiva per lo stadio IV.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n<div id=\"bmscience2275749398\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3SoEfdS\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-28 195542\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-195542.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-195542.png 1438w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-195542-300x61.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-195542-1024x207.png 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-195542-768x155.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1438px) 100vw, 1438px\" width=\"1438\" height=\"290\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-5\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"STADIAZIONE_PATOLOGICA\"><\/span>STADIAZIONE PATOLOGICA<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"296\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/citologia-del-lavaggio-peritoneale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15160\" style=\"width:273px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/citologia-del-lavaggio-peritoneale.jpg 400w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/citologia-del-lavaggio-peritoneale-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per la stadiazione patologica si usano i seguenti <u>metodi citologici<\/u>: <strong>citologia del lavaggio peritoneale, citologia del liquido ascitico<\/strong> mentre i <u>metodi istologici<\/u> si usano in seguito a interventi aggressivi laparoscopici o in seguito ad interventi di chirurgia citoriduttiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>citologia peritoneale<\/strong><\/span> nella stadiazione patologica del carcinoma ovarico \u00e8 importante. La presenza di cellule maligne positive nel liquido ascitico o nel lavaggio peritoneale segna il passaggio allo <strong>stadio IC <\/strong>per i tumori<strong> T1 <\/strong>ed allo <strong>stadio IIC<\/strong> per i tumori<strong> T2 <\/strong>secondo la stadiazione FIGO<strong>. <\/strong>Tale metodo viene applicato durante la stadiazione chirurgica intensiva ed aumenta notevolmente l\u2019accuratezza della stadiazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>stadiazione chirurgica aggressiva laparoscopica<\/strong><\/span> si applica quando si \u00e8 dinanzi a stadi apparentemente iniziali.<br>Si effettua ovarosalpigectomia e omentectomia infracolica. In <strong>caso di noduli non<\/strong> <strong>evidenti <\/strong>si effettuano biopsie multiple nelle sedi frequenti (docce paracoliche, peritoneo prevescicale, Douglas, emidiaframma destro, radice del mesentere). Altri interventi sono appendicectomia e biopsie dei linfonodi pelvici.<br>Studi recenti dimostrano peggioramento della prognosi quando applicato questo metodo.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2100763240\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 200px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24157' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Now loading&#8230;<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p>La <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">chirurgia citoriduttiva<\/span> (debulking)<\/strong> si applica quando si \u00e8 dinanzi a stadi avanzati e si effettua un\u2019isterectomia totale con annessiectomia bilaterale, omentectomia totale, appendicectomia, asportazione dei linfonodi pelvici ed aortici solo se aumentati di volume, asportazione di tutta la malattia macroscopicamente visibile.<br>La citoriduzione ottimale costituisce il fattore che influenza maggiormente la prognosi.<br>L\u2019introduzione di procedure chirurgiche aggiuntive alla chirurgia standard ha aumentato in maniera significativa non solo il tempo libero da recidiva nelle pazienti ottimamente citoridotte, ma anche la sopravvivenza globale.<br>Il significato prognostico della chirurgia primaria di <strong>debulking<\/strong> pu\u00f2 essere spiegato sulla base delle seguenti argomentazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00e8 possibile che tramite la chirurgia vengano rimossi i cloni delle cellule fenotipicamente resistenti ai farmaci, diminuendo cos\u00ec la comparsa precoce della chemio resistenza;<\/li>\n\n\n\n<li>i santuari farmacologici vengono eliminati con la rimozione di grosse masse tumorali scarsamente perfuse, aumentando verosimilmente la perfusione dei chemioterapici alle cellule residue;<\/li>\n\n\n\n<li>la pi\u00f9 elevata frazione di crescita che caratterizza le piccole masse tumorali residue, meglio perfuse, favorisce un\u2019aumentata distruzione cellulare da parte dei chemioterapici;<\/li>\n\n\n\n<li>masse pi\u00f9 piccole richiedono verosimilmente un minor numero di cicli di chemioterapia cosicch\u00e9 minori sono le probabilit\u00e0 di indurre farmacoresistenza;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019asportazione della malattia bulky migliora le capacit\u00e0 immunologiche attraverso la riduzione dell\u2019immunosoppressione neoplastica;<\/li>\n\n\n\n<li>migliora la sintomatologia clinica spesso imponente.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La riduzione dell\u2019ascite e la rimozione di voluminose masse neoplastiche determinanti fenomeni compressivi a carico del distretto enterocolico, comporta inoltre un immediato beneficio (anche psicologico) per la paziente.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3078323137\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4swoans\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"FATTORI_PROGNOSTICI\"><\/span>FATTORI PROGNOSTICI<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>I fattori presi in considerazione sono la stadiazione FIGO, grado e tipo istologico, malattia residua, marker tumorale Ca-125, residuo tumorale macroscopico dopo intervento di citoriduzione, volume del residuo tumorale dopo intervento di citoriduzione:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HjB0iv\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"304\" height=\"409\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/anatomia-patologica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18483\" style=\"width:140px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/anatomia-patologica.jpg 304w, 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sieroso di alto grado (HGSC) in associazione con un carcinoma sieroso intraepiteliale di alto grado nelle tube di Falloppio (STIC), tale associazione pu\u00f2 essere spiegata a causa di un&#8217;estensione di STIC alle ovaie, oppure di un carcinoma ovarico HGSC che si estende alle tube di falloppio. Altre volte si pu\u00f2 avere coinvolgimento sincrono o metacrono di ovaie e tube.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Malattia residua: <\/strong>Negli stadi avanzati di malattia, un buon fattore prognostico \u00e8 la presenza o meno di malattia residua in seguito ad un intervento chirurgico di rimozione. Ai fini prognostici risultano importanti anche: le dimensioni del residuo tumorale e il numero di siti di residui tumorali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Marker tumorali:<\/strong> Il marker tumorale <strong>CA125<\/strong> (cancer antigen 125) viene utilizzato per valutare la risposta alla terapia in pazienti con carcinoma epiteliale maligno. Il tasso di riduzione di questo marker durante la chemioterapia assume un significato prognostico importante. In caso di tumori a cellule germinali assumono un ruolo importante anche altri marker tumorali come: \u03b1-fetoproteina e gonadotropina corionica umana (hCG).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Residuo tumorale macroscopico dopo intervento di citoriduzione:<\/strong> La prognosi migliore si ha in caso di assenza di residui tumorali al termine dell\u2019intervento. In caso di residui tumorali il medico dovr\u00e0 riportarne le dimensioni, e il numero in quanto questi aspetti influiscono in maniera significativa sulla prognosi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Volume del residuo tumorale:<\/strong> Il parametro per definire positivo l\u2019esito di un intervento di citoriduzione, \u00e8 il rilevamento di un volume di residuo tumorale &lt; 1 cm.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-7\"  class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Classificazione_delle_neoplasie_ovariche\"><\/span>Classificazione delle neoplasie ovariche<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>Per vedere la classificazione delle neoplasie ovariche vai <a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/le-neoplasie-ovariche\/\">qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HjB0iv\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Anatomia patologica e correlazioni anatomo-cliniche (Mariuzzi)<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience281117442\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4lSp220\" target=\"_blank\" aria-label=\"Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-scaled.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-scaled.jpg 2560w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-300x40.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-1024x137.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-768x102.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-1536x205.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Exp_Storefront_CTA_Banner_DT_02_3000x400-2048x273.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" width=\"2560\" height=\"341\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il carcinoma ovarico \u00e8 un tumore in forte incremento. 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