{"id":25097,"date":"2025-08-21T19:39:38","date_gmt":"2025-08-21T17:39:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=25097"},"modified":"2025-08-26T18:13:34","modified_gmt":"2025-08-26T16:13:34","slug":"medicina-nucleare-nelle-infezioni-e-nelle-infiammazioni-dei-tessuti-molli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/medicina-nucleare-nelle-infezioni-e-nelle-infiammazioni-dei-tessuti-molli\/","title":{"rendered":"Medicina Nucleare nelle infezioni e nelle infiammazioni dei tessuti molli"},"content":{"rendered":"\n<p>Nonostante i continui progressi nelle metodologie di prevenzione e trattamento, l&#8217;<strong>infiammazione <\/strong>rimane una problematica clinica di comune riscontro. La precisa identificazione della sua sede e dell&#8217;estensione \u00e8 un elemento cruciale per la corretta gestione clinica di un&#8217;<strong>infezione<\/strong> e per monitorare la risposta alla terapia.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3139529557\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/43qDLJx\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-19.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-19.png 321w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-19-248x300.png 248w\" sizes=\"auto, (max-width: 321px) 100vw, 321px\" width=\"300\" height=\"363\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>L&#8217;infiammazione rappresenta una complessa <strong>reazione tissutale a un danno<\/strong>. Questo danno pu\u00f2 essere provocato non solo da microrganismi viventi, come batteri, virus o funghi, che portano a un&#8217;infezione, ma anche da agenti chimici, fisici, immunologici o da radiazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si distingue tra infiammazione acuta e cronica, una differenza che non si basa esclusivamente sulla durata del processo, ma anche su specifiche caratteristiche patologiche e cliniche.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>infiammazione acuta <\/strong>\u00e8 la risposta immediata e precoce all&#8217;insulto, dalla durata relativamente breve, che tipicamente si risolve entro 8-10 giorni, sebbene questo lasso di tempo possa variare. Il suo obiettivo \u00e8 eliminare la minaccia per l&#8217;organismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per convenzione, un&#8217;infiammazione che persiste oltre le due settimane \u00e8 generalmente considerata <strong>cronica<\/strong>, potendo durare da diverse settimane fino ad anni.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2066905417\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3Hbaafw\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-32.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-32.png 307w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-32-300x270.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" width=\"300\" height=\"270\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Il processo acuto \u00e8 caratterizzato da due componenti regionali principali. La prima riguarda i <strong>cambiamenti vascolari<\/strong> <strong>locali<\/strong>, che includono vasodilatazione, un aumento della permeabilit\u00e0 vascolare, stasi (un rallentamento della circolazione) e la formazione di <strong>essudato<\/strong>. Proprio l&#8217;aumentata permeabilit\u00e0 della microvascolatura, unitamente agli altri cambiamenti, porta alla fuoriuscita di liquidi e alla formazione di essudato. Questo fluido extravascolare, tipico di un&#8217;infezione acuta, ha un alto contenuto proteico, detriti cellulari e un peso specifico superiore a 1020.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda componente coinvolge <strong>eventi cellulari locali<\/strong>: marginatione ed emigrazione dei leucociti (che abbandonano la microcircolazione per accumularsi nel sito della lesione), chemiotassi (la migrazione cellulare verso lo stimolo infiammatorio nel focolaio) e fagocitosi (l&#8217;ingestione di detriti e particelle estranee da parte di leucociti polimorfonucleati e macrofagi).<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, l&#8217;infiammazione cronica \u00e8 definita da una riduzione del numero di leucociti polimorfonucleati e dalla contemporanea <strong>proliferazione di fibroblasti<\/strong> con produzione di <strong>collagene<\/strong>. L&#8217;infiltrato cellulare \u00e8 prevalentemente mononucleato, composto cio\u00e8 da macrofagi, linfociti e plasmacellule. Anche in questo caso si riscontra un&#8217;alterazione della permeabilit\u00e0 vascolare, sebbene in misura minore rispetto alla forma acuta, accompagnata spesso dalla formazione di nuovi capillari.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4209644448\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/42YwKza\" target=\"_blank\" aria-label=\"81D3GzuHC6L._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_.jpg 2177w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_-300x73.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_-1024x249.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_-768x187.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_-1536x373.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81D3GzuHC6L._SX3000_-2048x498.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2177px) 100vw, 2177px\" width=\"2177\" height=\"529\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<div id=\"rtoc-mokuji-wrapper\" class=\"rtoc-mokuji-content frame4 preset2 animation-slide rtoc_open default\" data-id=\"25097\" data-theme=\"eStar\">\n\t\t\t<div id=\"rtoc-mokuji-title\" class=\"rtoc_btn_none rtoc_center\">\n\t\t\t\n\t\t\t<span>Indice dei contenuti<\/span>\n\t\t\t<\/div><ol class=\"rtoc-mokuji decimal_ol level-1\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-1\">Applicazioni cliniche nella diagnostica per immagini delle infezioni<\/a><ul class=\"rtoc-mokuji mokuji_none level-2\"><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-2\">Leucociti marcati<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-3\">Gallio-67 Citrato<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-4\">Infezioni addominali e ascessi<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-5\">Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI o IBD)<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-6\">La diagnostica per immagini nelle infezioni toraciche<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-7\">La diagnostica per immagini nelle Infezioni dell&#8217;Apparato Cardiovascolare<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-8\">La diagnostica per immagini nelle Infezioni Renali<\/a><\/li><li class=\"rtoc-item\"><a href=\"#rtoc-9\">Febbre di Origine Sconosciuta (FUO)<\/a><\/li><\/ol><\/div><h2 id=\"rtoc-1\"  class=\"wp-block-heading\">Applicazioni cliniche nella diagnostica per immagini delle infezioni<\/h2>\n\n\n\n<p>La diagnosi, la precisa localizzazione e il successivo monitoraggio di un&#8217;infezione rappresentano spesso una sfida clinica complessa. I sintomi riferiti dal paziente e i risultati di laboratorio, infatti, possono essere <strong>aspecifici <\/strong>e non sempre dirimenti. In questi casi, il ricorso alla <strong>diagnostica per immagini <\/strong>diventa fondamentale per ottenere un quadro chiaro della situazione.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1886991545\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kmxOna\" target=\"_blank\" aria-label=\"Lavazza\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Lavazza.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"300\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Le metodologie a disposizione si dividono essenzialmente in due grandi categorie: le tecniche di <strong>medicina nucleare<\/strong>, che studiano la&nbsp;<em>funzione<\/em>&nbsp;e l&#8217;attivit\u00e0 metabolica dei tessuti, e le <strong>tecniche morfologiche<\/strong> come la radiografia (RX), la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e l&#8217;ecografia, eccellenti nel delineare la&nbsp;<em>struttura<\/em>&nbsp;e l&#8217;anatomia. Questi approcci non sono in competizione ma sono complementari, offrendo insieme al medico un quadro diagnostico completo.<\/p>\n\n\n\n<p>La medicina nucleare si avvale di sostanze radioattive (<strong>radiotraccianti<\/strong>) che vengono iniettate nel paziente e si concentrano in aree di specifica attivit\u00e0 biologica, come i <strong>focolai infettivi<\/strong>, rendendoli cos\u00ec visibili attraverso una gamma camera.<\/p>\n\n\n\n<p>Due radiotraccianti storici ma ancora molto rilevanti sono i&nbsp;<strong>leucociti autologhi marcati<\/strong>&nbsp;(globuli bianchi del paziente prelevati, &#8220;contrassegnati&#8221; con un radioisotopo e reiniettati) e il&nbsp;<strong>gallio-67 (<sup>67<\/sup>Ga)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-2\"  class=\"wp-block-heading\">Leucociti marcati<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo esame sfrutta il naturale istinto dei globuli bianchi, in particolare dei neutrofili, di migrare verso i siti di infiammazione acuta. \u00c8 la metodica di elezione per sospette infezioni acute, per controllare infezioni post-operatorie e per diagnosticare e monitorare le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI o IBD). Dopo la reiniezione, le immagini vengono acquisite a distanza di poche ore (se si usa il <strong><sup>99m<\/sup>Tecnezio<\/strong>) o di 24\/48 ore (se si usa l&#8217;<strong>Indio-111<\/strong>). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:40%\">\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69df2bef1e6fa&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69df2bef1e6fa\" class=\"wp-block-image alignwide size-full wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"461\" height=\"577\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-WBC.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25098\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-WBC.jpg 461w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-WBC-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<pre class=\"wp-block-verse\">Una distribuzione fisiologica dei leucociti marcati si osserva in milza, midollo osseo, fegato e vescica urinaria.<\/pre>\n\n\n<div id=\"bmscience3594334984\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-3\"  class=\"wp-block-heading\">Gallio-67 Citrato<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo radiometallo ha un comportamento pi\u00f9 complesso. Si lega a proteine plasmatiche come la <strong>transferrina <\/strong>e si accumula nei tessuti infiammati o neoplastici grazie alla sua affinit\u00e0 per la lattoferrina, una proteina rilasciata dai globuli bianchi. La sua clearance dall&#8217;organismo \u00e8 pi\u00f9 lenta, con una significativa escrezione intestinale che pu\u00f2 durare giorni. Per questo, le immagini si acquisiscono tipicamente a 48-72 ore dall&#8217;iniezione, a volte anche pi\u00f9 tardi. Trova il suo impiego ideale nelle <strong>infezioni croniche <\/strong>(come l&#8217;osteomielite cronica), nella febbre di origine sconosciuta (<strong>FUO<\/strong>) di lunga durata, nelle malattie granulomatose (ad esempio la <strong>sarcoidosi<\/strong>) e nelle <strong>patologie polmonari interstiziali<\/strong>. \u00c8 inoltre uno strumento prezioso nei pazienti immunodepressi, come quelli con HIV, per identificare <strong>infezioni opportunistiche<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69df2bef1f78d&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69df2bef1f78d\" class=\"wp-block-image alignwide size-full wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"393\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-Ga-67.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25104\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-Ga-67.jpg 691w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Normale-studio-Ga-67-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una distribuzione normale del Gallio-67 include fegato, milza, reni, ossa, ghiandole salivari e, in modo variabile, l&#8217;intestino.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La scelta del radiotracciante pi\u00f9 appropriato dipende quindi dalla durata presunta dell&#8217;infezione, dalla sua localizzazione e dalle condizioni cliniche specifiche del paziente, in un&#8217;ottica di medicina personalizzata.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience758780174\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kqcttm\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-19 151702\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png 1186w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-300x83.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-1024x285.png 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-768x214.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1186px) 100vw, 1186px\" width=\"1186\" height=\"330\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>La scelta della strategia di imaging pi\u00f9 appropriata per le infezioni dei tessuti molli non \u00e8 univoca, ma dipende da una valutazione attenta del <strong>quadro clinico del paziente<\/strong>. Elementi decisivi sono la presenza o assenza di sintomi che indichino una localizzazione precisa, l&#8217;area del corpo sospettata e la durata dell&#8217;infezione. Questo approccio personalizzato \u00e8 fondamentale per una diagnosi rapida e un trattamento efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei casi in cui il paziente presenti <strong>segni clinici evidenti <\/strong>che puntano a un&#8217;area specifica, le indagini di primo livello sono solitamente le tecniche di imaging morfologico. La loro forza risiede nella capacit\u00e0 di fornire in tempi rapidi un dettaglio anatomico eccellente.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"rtoc-4\"  class=\"wp-block-heading\">Infezioni addominali e ascessi<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"461\" height=\"312\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ascesso-peri-appendicolare-alle-immagini-TC-freccia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25107\" style=\"width:319px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ascesso-peri-appendicolare-alle-immagini-TC-freccia.jpg 461w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ascesso-peri-appendicolare-alle-immagini-TC-freccia-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ascesso peri-appendicolare alle immagini TC (freccia)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una diagnosi tempestiva e accurata di un <strong>ascesso addominale<\/strong> \u00e8 di vitale importanza. La mortalit\u00e0 associata ad un ascesso non trattato \u00e8 infatti elevata, ma \u00e8 cruciale sottolineare che anche tra i pazienti trattati, la prognosi dipende fortemente dalla&nbsp;<em>tempestivit\u00e0 della diagnosi<\/em>. Un ritardo diagnostico \u00e8 associato a una mortalit\u00e0 pi\u00f9 alta, indipendentemente dalla terapia successiva. Per questo, in presenza di segni localizzativi, si ricorre immediatamente all&#8217;<strong>ecografia<\/strong>&nbsp;e alla&nbsp;<strong>Tomografia Computerizzata (TC)<\/strong>, quest&#8217;ultima considerata il gold standard per la sua accuratezza nel caratterizzare le raccolte fluide e nel guidare eventuali drenaggi percutanei.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo quando questi esami risultano inconclusivi nonostante un forte sospetto clinico, si pu\u00f2 fare ricorso alle tecniche di medicina nucleare, il cui vantaggio principale \u00e8 la capacit\u00e0 di effettuare una <strong>scansione di tutto il corpo<\/strong>, utile quando \u00e8 difficile localizzare l&#8217;infezione.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3216725412\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3GJgM4z\" target=\"_blank\" aria-label=\"81dBAutH25L._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_.jpg 2313w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_-300x62.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_-1024x213.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_-768x160.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_-1536x319.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81dBAutH25L._SX3000_-2048x426.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2313px) 100vw, 2313px\" width=\"2313\" height=\"481\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-5\"  class=\"wp-block-heading\">Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI o IBD)<\/h2>\n\n\n\n<p>La gestione dell&#8217;IBD, che comprende il <strong>Morbo di Crohn<\/strong> e la <strong>Colite Ulcerosa<\/strong>, si avvale di un armamentario diagnostico articolato. Le tecniche morfologiche come la risonanza magnetica (RM) enterografica, la TC e l&#8217;ecografia sono eccellenti per la diagnosi iniziale e per identificare complicanze come <strong>ascessi intra-addominali<\/strong> e <strong>fistole<\/strong>. Tuttavia, valutare con precisione il grado di&nbsp;<em>attivit\u00e0<\/em>&nbsp;infiammatoria e la reale&nbsp;<em>estensione<\/em>&nbsp;della malattia rimane una sfida.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la medicina nucleare offre un contributo unico, fornendo una &#8220;fotografia funzionale&#8221; dell&#8217;infiammazione. La&nbsp;<strong>scintigrafia con leucociti autologhi marcati<\/strong>&nbsp;(con Indio-111 o Tecnezio-99m) \u00e8 stata a lungo considerata il gold standard nucleare per questo scopo, in grado di distinguere tra una <strong>stenosi infiammatoria<\/strong> (attiva e quindi potenzialmente responsiva alla terapia medica) e una <strong>stenosi fibrotica<\/strong> (che richiede invece un approccio chirurgico).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:45%\">\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69df2bef22fe0&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69df2bef22fe0\" class=\"wp-block-image alignwide size-full wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"653\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IBS-immagini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25108\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IBS-immagini.jpg 691w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IBS-immagini-300x284.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:55%\">\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong>Malattia infiammatoria intestinale:<\/strong> nelle immagini precoci a 4 ore con globuli bianchi marcati con In-111 <strong>(a)<\/strong>, si osserva un lieve accumulo diffuso di globuli bianchi marcati nel colon discendente e nel sigma.<br>Nelle immagini ritardate a 24 ore <strong>(b)<\/strong>, si nota un marcato accumulo di globuli bianchi marcati nella parte superiore del colon discendente e nella flessura splenica. I reperti sono compatibili con infiammazione nel colon discendente e nel sigma, pi\u00f9 significativa nella parte superiore del colon discendente e nella flessura splenica. Si osserva la sovrapposizione dell\u2019attivit\u00e0 della milza e della flessura splenica nelle immagini total body. La SPECT\/TC mostra pi\u00f9 chiaramente la captazione nella flessura splenica del colon. Si osserva attivit\u00e0 fisiologica nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Una lieve attivit\u00e0 polmonare nelle immagini precoci \u00e8 considerata fisiologica.<\/pre>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Oggi, l&#8217;avvento della&nbsp;<strong>PET\/TC con FDG<\/strong>&nbsp;ha rivoluzionato il campo, dimostrando una sensibilit\u00e0 molto elevata nel delineare i disturbi infiammatori e infettivi. Il glucosio radioattivo (FDG) si accumula infatti nelle cellule immunitarie altamente metaboliche presenti nei focolai infiammatori, permettendo di valutarne l&#8217;attivit\u00e0 e l&#8217;estensione in tutto il corpo in un&#8217;unica indagine di una durata inferiore. L&#8217;integrazione con la TC (SPECT\/TC o PET\/TC) \u00e8 ormai irrinunciabile, in quanto permette una <strong>localizzazione anatomica precisa <\/strong>dell&#8217;attivit\u00e0 infiammatoria rilevata.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, le tecniche di medicina nucleare trovano applicazione clinica nella gestione dell&#8217;IBD per:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>valutare il grado di attivit\u00e0 della malattia;<\/li>\n\n\n\n<li>determinarne la reale estensione;<\/li>\n\n\n\n<li>fare diagnosi differenziale tra stenosi infiammatorie e fibrotiche;<\/li>\n\n\n\n<li>identificare precocemente una recidiva di malattia dopo un intervento chirurgico;<\/li>\n\n\n\n<li>monitorare la risposta alla terapia farmacologica nel tempo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience3273672966\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4oEoTiW\" target=\"_blank\" aria-label=\"9149HesJz0L._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117.jpg 2185w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117-300x60.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117-1024x204.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117-768x153.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117-1536x306.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9149HesJz0L._SX3000_-scaled-e1765126382117-2048x408.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2185px) 100vw, 2185px\" width=\"2185\" height=\"435\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-6\"  class=\"wp-block-heading\">La diagnostica per immagini nelle infezioni toraciche<\/h2>\n\n\n\n<p>Il ruolo della <strong>radiografia del torace<\/strong> (RX torace) rimane fondamentale e ineguagliabile come esame di primo livello per la maggior parte delle patologie polmonari, comprese le infezioni. Tuttavia, la sua natura spesso aspecifica rende necessario, in molti casi, il ricorso a tecniche di imaging pi\u00f9 avanzate per una caratterizzazione approfondita della condizione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69df2bef250d0&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69df2bef250d0\" class=\"alignright size-full is-resized wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"609\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tubercolosi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25111\" style=\"width:383px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tubercolosi.jpg 691w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tubercolosi-300x264.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>(a)<\/strong> Studio con Ga-67 in un paziente affetto da tubercolosi che mostra focolai di accumulo anomalo del radionuclide nel polmone destro (freccia).<br><strong>(b)<\/strong> Studio di follow-up che evidenzia una quasi completa risoluzione dopo la terapia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Mentre la Tomografia Computerizzata (TC) del torace offre un dettaglio anatomico eccezionale, delineando con chiarezza la maggior parte delle patologie infettive, la <strong>scintigrafia con<\/strong>&nbsp;<strong>Gallio-67 (Ga-67)<\/strong>&nbsp;conserva un ruolo clinico rilevante, specialmente in contesti particolari. Il suo valore \u00e8 stato storicamente enorme nei pazienti con AIDS per la diagnosi della polmonite da&nbsp;<em>Pneumocystis jirovecii<\/em>&nbsp;(PCP), dove per anni \u00e8 stata la procedura d&#8217;elezione. Un esame con Ga-67 negativo esclude infatti un&#8217;infezione polmonare attiva con un alto grado di certezza. Pattern di accumulo diffuso del radiotracciante sono fortemente suggestivi per PCP, mentre accumuli focali sono pi\u00f9 indicativi di polmonite batterica. La scintigrafia con <sup>67<\/sup>Ga \u00e8 inoltre estremamente sensibile nel monitorare la risposta alla terapia, mostrando una riduzione dell&#8217;accumulo in caso di successo del trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre all&#8217;infezione da HIV, il Ga-67 si \u00e8 dimostrato utile nella valutazione di altre condizioni come la <strong>fibrosi polmonare idiopatica<\/strong>, la <strong>sarcoidosi <\/strong>e la tossicit\u00e0 polmonare da farmaci come l&#8217;amiodarone. Al contrario, la scintigrafia con&nbsp;<strong>leucociti marcati (WBC)<\/strong>&nbsp;ha un&#8217;utilit\u00e0 limitata nel torace a causa della sua bassa specificit\u00e0; accumuli anomali possono essere causati non solo da infezioni, ma anche da insufficienza cardiaca, atelettasia, embolia polmonare o altre condizioni infiammatorie non infettive.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pratica moderna, la&nbsp;<strong>PET\/TC con F-18 FDG<\/strong>&nbsp;si sta affermando come uno strumento potentissimo anche per le infezioni toraciche. La sua capacit\u00e0 di valutare il metabolismo glucidico delle cellule infiammatorie la rende eccellente nel determinare l&#8217;attivit\u00e0 di malattia e la risposta alla terapia in una vasta gamma di infezioni, inclusa la <strong>tubercolosi<\/strong>, offrendo spesso un&#8217;alternativa pi\u00f9 rapida e accurata.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3748437642\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4960xKC\" target=\"_blank\" aria-label=\"81JvIIs76eL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_.jpg 2536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-300x58.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-1024x197.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-768x147.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-1536x295.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-2048x393.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2536px) 100vw, 2536px\" width=\"2536\" height=\"487\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-7\"  class=\"wp-block-heading\">La diagnostica per immagini nelle Infezioni dell&#8217;Apparato Cardiovascolare<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;ecocardiografia, ampiamente disponibile e non invasiva, \u00e8 il cardine della diagnosi dell&#8217;endocardite batterica. Tuttavia, le tecniche di medicina nucleare forniscono informazioni preziose e complementari. La&nbsp;<strong>scintigrafia con leucociti marcati (WBC)<\/strong>&nbsp;\u00e8 in grado di rilevare con precisione non solo la vegetazione endocardica stessa, ma anche le <strong>embolie settiche extracardiache<\/strong>, complicanze temibili dell&#8217;endocardite.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"461\" height=\"593\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Graft-vascolare-infetto-alla-scintigrafia-con-leucociti-marcati.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25115\" style=\"width:285px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Graft-vascolare-infetto-alla-scintigrafia-con-leucociti-marcati.jpg 461w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Graft-vascolare-infetto-alla-scintigrafia-con-leucociti-marcati-233x300.jpg 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Graft <\/em>vascolare infetto alla scintigrafia con leucociti marcati<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un altro campo di applicazione cruciale \u00e8 la diagnosi di&nbsp;<strong>infezione di <em>graft <\/em>vascolari protesici<\/strong>. Dopo un&#8217;iniziale valutazione con TC, la scintigrafia con WBC rappresenta un complemento diagnostico estremamente accurato, con un&#8217;accuratezza che supera il 90% nel distinguere un&#8217;infezione da un&#8217;infiammazione sterile post-chirurgica. Anche in questo caso, la&nbsp;<strong>PET\/TC con FDG<\/strong>&nbsp;si sta rivelando un&#8217;alternativa altamente accurata e sempre pi\u00f9 utilizzata, grazie alla sua risoluzione spaziale superiore e alla rapidit\u00e0 di esecuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante notare che la scintigrafia con WBC non ha un ruolo consolidato nella diagnosi delle vasculiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le applicazioni cliniche della medicina nucleare in ambito cardiovascolare includono quindi la valutazione dell&#8217;estensione e dell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;endocardite infettiva, i casi sospetti con ecocardiografia dubbia, la ricerca di embolie settiche, la diagnosi differenziale con vegetazioni non infettive (marantiche) e, come detto, le infezioni dei <em>graft <\/em>vascolari.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4116992579\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4oEoTiW\" target=\"_blank\" aria-label=\"07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_.jpg 1920w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_-300x60.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_-768x154.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07ecff3c-2691-4fae-b229-957011848e28._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 id=\"rtoc-8\"  class=\"wp-block-heading\">La diagnostica per immagini nelle Infezioni Renali<\/h2>\n\n\n\n<p>La diagnosi delle infezioni renali si avvale di diverse metodiche. La&nbsp;<strong>TC con mezzo di contrasto<\/strong>&nbsp;possiede una buona sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0, soprattutto per le forme complicate come gli ascessi. L&#8217;ecografia \u00e8 frequentemente utilizzata come primo approccio, ma la sua accuratezza nel diagnosticare la pielonefrite acuta non complicata \u00e8 inferiore rispetto alle tecniche scintigrafiche.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience138135741\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4iXPG7a\" target=\"_blank\" aria-label=\"Immagine 2025-05-13 143248\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-2025-05-13-143248.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-2025-05-13-143248.png 306w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Immagine-2025-05-13-143248-300x267.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" width=\"300\" height=\"267\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Ad oggi, la&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/la-scintigrafia-renale-statica-con-tc-dmsa\/\" data-type=\"post\" data-id=\"20994\">scintigrafia renale corticale con Tc-99m DMSA<\/a><\/strong>&nbsp;\u00e8 considerata il metodo pi\u00f9 sensibile per identificare la <strong>pielonefrite acuta<\/strong>, specialmente in ambito pediatrico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo esame funzionale \u00e8 in grado di evidenziare aree di parenchima renali non funzionanti a causa dell&#8217;infiammazione, con una sensibilit\u00e0 (86%) e specificit\u00e0 (81%) nettamente superiori a quelle dell&#8217;ecografia, la cui sensibilit\u00e0 pu\u00f2 scendere fino al 42-58%, con un alto tasso di falsi negativi. Pertanto, un&#8217;ecografia positiva pu\u00f2 confermare il sospetto, ma una negativa non pu\u00f2 escludere la diagnosi, rendendo il DMSA spesso necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la <strong>Risonanza Magnetica<\/strong> (RM) con contrasto si \u00e8 dimostrata sensibile, ma il suo utilizzo \u00e8 limitato nella routine dalla necessit\u00e0 di sedazione per i pazienti pi\u00f9 piccoli, dai costi elevati e dai tempi di esecuzione pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;urografia endovenosa (IVP) ha ormai un ruolo molto limitato in questo campo, con una sensibilit\u00e0 inadeguata (circa 25%) per la diagnosi di infezione.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"rtoc-9\"  class=\"wp-block-heading\">Febbre di Origine Sconosciuta (FUO)<\/h2>\n\n\n\n<p>In presenza di <strong>febbre <\/strong>senza sintomi che ne indichino chiaramente l&#8217;origine, il percorso diagnostico diventa particolarmente complesso. Questa situazione \u00e8 frequente in pazienti immunodepressi o oncologici. In questi scenari, le tecniche di medicina nucleare assumono un ruolo di primo piano grazie alla loro capacit\u00e0 unica di effettuare uno\u00a0<em>screening totale del corpo<\/em>, andando alla ricerca di focolai infiammatori o infettivi nascosti in qualsiasi distretto anatomico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"549\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ampio-ascesso-addominale-freccia-individuato-tramite-la-scintigrafia-con-WBC-marcati.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25124\" style=\"width:378px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ampio-ascesso-addominale-freccia-individuato-tramite-la-scintigrafia-con-WBC-marcati.jpg 691w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ampio-ascesso-addominale-freccia-individuato-tramite-la-scintigrafia-con-WBC-marcati-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ampio ascesso addominale (freccia) individuato tramite la scintigrafia con WBC marcati.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La scelta del radiotracciante pi\u00f9 appropriato \u00e8 cruciale e dipende principalmente dal sospetto clinico sulla durata dell&#8217;infezione. La <strong>scintigrafia con<\/strong>\u00a0<strong>leucociti autologhi marcati con Indio-111<\/strong>\u00a0rimane l&#8217;esame pi\u00f9 specifico per le infezioni acute, poich\u00e9 i globuli bianchi migrano direttamente verso i siti di infezione batterica. Tuttavia, \u00e8 importante considerare che possono verificarsi falsi positivi in caso di tumori, processi infiammatori sterili, sanguinamento gastrointestinale o anche per l&#8217;ingestione di espettorato infetto. Inoltre, la sua sensibilit\u00e0 diminuisce sensibilmente nelle infezioni croniche (oltre le 2-3 settimane), dove il numero di neutrofili \u00e8 ridotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\u00a0<strong>Gallio-67<\/strong>, d&#8217;altro canto, \u00e8 meno specifico in quanto si accumula anche in diverse neoplasie e in processi infiammatori non infettivi, ma pu\u00f2 essere pi\u00f9 sensibile nelle fasi subacute o croniche dell&#8217;infezione. Una volta che la scintigrafia ha identificato un sospetto focolaio, la correlazione con esami di imaging morfologico come la TC o la RM \u00e8 essenziale per fornire il dettaglio anatomico necessario a pianificare un eventuale drenaggio o intervento chirurgico.<\/p>\n\n\n\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69df2bef2d403&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69df2bef2d403\" class=\"wp-block-image alignwide size-full wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"404\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/ascesso-renale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25125\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/ascesso-renale.jpg 691w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/ascesso-renale-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\">Studio con Gallio-67 di un paziente con febbre di origine sconosciuta da 6 settimane, che mostra captazione perinefrica (freccia) indicativa di un ascesso.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La FUO classica, come definita decenni fa, richiede una febbre superiore a 38.3\u00b0C per pi\u00f9 di tre settimane, senza che una diagnosi sia stata raggiunta dopo un&#8217;adeguata indagine ospedaliera di una settimana. Oggi, questa definizione si \u00e8 evoluta per includere categorie pi\u00f9 moderne come la FUO correlata all&#8217;HIV e la FUO in pazienti neutropenici o fortemente immunocompromessi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;approccio al paziente con FUO \u00e8 multidisciplinare, basato su un&#8217;attenta anamnesi (che include viaggi, esposizioni e abitudini) e esami di laboratorio. Tuttavia, quando questi risultano inconclusivi, la diagnostica per immagini diventa determinante. Tra le tecniche disponibili, la\u00a0<strong>PET\/TC con F-18 FDG<\/strong>\u00a0si \u00e8 affermata come uno strumento straordinariamente sensibile. Il suo valore predittivo negativo \u00e8 superiore al 90%; ci\u00f2 significa che un esame PET\/TC negativo rende estremamente improbabile che la febbre sia causata da un&#8217;infezione occulta o da una neoplasia, orientando cos\u00ec i clinici verso altre cause (ad esempio <strong>malattie autoimmuni<\/strong>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4lKI8XF\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"287\" height=\"445\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/41AJNQ5EoL._SY445_SX342_ControlCacheEqualizer_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24761\" style=\"width:165px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/41AJNQ5EoL._SY445_SX342_ControlCacheEqualizer_.jpg 287w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/41AJNQ5EoL._SY445_SX342_ControlCacheEqualizer_-193x300.jpg 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4lKI8XF\">Acquista ora<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La strategia di imaging ideale in caso di FUO dipende dalla probabilit\u00e0 clinica pre-test di infezione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>in pazienti con\u00a0<strong>bassa probabilit\u00e0<\/strong>\u00a0di infezione (parametri infiammatori come VES, PCR e conta leucocitaria non elevati), la\u00a0<strong>PET\/TC con FDG<\/strong>\u00a0\u00e8 l&#8217;esame di prima scelta per ricercare neoplasie occulte o malattie infiammatorie non infettive;<\/li>\n\n\n\n<li>in pazienti con\u00a0<strong>alta probabilit\u00e0<\/strong>\u00a0di infezione, si pu\u00f2 optare come primo step per la\u00a0<strong>scintigrafia con leucociti marcati<\/strong>\u00a0nelle fasi precoci (infezione acuta), riservando il\u00a0<strong>Gallio-67<\/strong>\u00a0o la stessa PET\/TC per le fasi pi\u00f9 tardive o quando il sospetto di un&#8217;infezione cronica \u00e8 forte.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questo approccio sequenziale e personalizzato massimizza le possibilit\u00e0 di identificare la causa della febbre, guidando terapie mirate e migliorando gli esiti per i pazienti.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/amzn.to\/4eWLggo\">A Concise Guide to Nuclear Medicine<\/a><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kTmQ8W\"> (Abdelhamid H. Elgazzar\u00a0e\u00a0Saud Alenezi)<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience4021443783\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kqcttm\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-19 151702\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png 1186w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-300x83.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-1024x285.png 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-768x214.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1186px) 100vw, 1186px\" width=\"1186\" height=\"330\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i continui progressi nelle metodologie di prevenzione e trattamento, l&#8217;infiammazione rimane una problematica clinica di comune riscontro. La precisa identificazione della sua sede e dell&#8217;estensione \u00e8 un elemento cruciale per la corretta gestione clinica di un&#8217;infezione e per monitorare la risposta alla terapia. L&#8217;infiammazione rappresenta una complessa reazione tissutale a un danno. 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