{"id":793,"date":"2012-06-20T20:30:39","date_gmt":"2012-06-20T19:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/bmscience.altervista.org\/blog\/?p=793"},"modified":"2024-02-13T12:59:48","modified_gmt":"2024-02-13T11:59:48","slug":"mercurio-viaggio-tra-il-mistero-e-la-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bmscience.net\/blog\/mercurio-viaggio-tra-il-mistero-e-la-realta\/","title":{"rendered":"Viaggio nel Sistema Solare &#8211; Mercurio"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/mercurio-e14183133583651.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"465\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/mercurio-e14183133583651.jpg\" alt=\"mercurio\" class=\"wp-image-794\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/mercurio-e14183133583651.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/mercurio-e14183133583651-300x136.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/mercurio-e14183133583651-768x349.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Fin dall&#8217;antichit\u00e0 (III millennio a.C.), le popolazioni sumeriche e babilonesi avevano&nbsp; cominciato a studiare il cielo e a praticare l\u2019arte dell\u2019astronomia. Uno dei primi corpi celesti che venne&nbsp; identificato con i loro rudimentali strumenti fu un pianetino che proiettava la sua ombra direttamente sul <strong><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/viaggio-nel-sistema-solare-il-sole\/\">Sole<\/a><\/strong>: gli venne dato il nome di <strong>Nabu<\/strong>, il dio babilonese messaggero delle divinit\u00e0. Il suo nome attuale prende spunto dallo stesso concetto dell\u2019antichit\u00e0; infatti gli studiosi decisero di chiamarlo <strong>Mercurio<\/strong>, il messaggero degli dei dell\u2019Olimpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mercurio, annoverato nella fascia dei pianeti \u201cterrestri\u201d, \u00e8 di fatto il pianeta pi\u00f9 vicino alla nostra stella: con una dimensione pari a <span style=\"text-decoration: underline;\">7 milioni di volte inferiore a quella del Sole<\/span>, Mercurio presenta un diametro di 4879,4 km (la distanza tra Roma e Kuwait City, tanto per essere pratici), non ha satelliti o asteroidi orbitanti ed \u00e8 quasi totalmente privo di atmosfera a causa delle elevate e bassissime temperature che si succedono durante il giorno e la notte e che non favoriscono la formazione di molecole di ossigeno. Quasi assente perch\u00e9 negli ultimi anni \u00e8 stato scoperto un sottilissimo strato di gas a livello atomico, tra i quali ritroviamo Sodio (Na), Argon (Ar), Potassio (K), Elio (He) e altri elementi in piccolissime concentrazioni, pressoch\u00e9 inesistenti.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1579277942\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3TMPGN8\" target=\"_blank\" aria-label=\"157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_.jpeg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_.jpeg 1920w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_-300x60.jpeg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpeg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_-768x154.jpeg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/157ae4571067f9d75a6017e36528db1a.w3000.h600._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La struttura di Mercurio \u00e8 simile a quella terrestre, con un nucleo di <strong>ferro<\/strong> e <strong>nichel<\/strong> ricoperto dal mantello denso di <strong>silicati<\/strong>, sovrastato dalla crosta anch\u2019essa ricoperta da silicati di ferro in continuo movimento, anche se si esclude la presenza di placche tettoniche sulla superficie. L\u2019accelerazione gravitazionale del pianeta \u00e8 pari a 0.37 volte quella terrestre, quindi risulterebbe che un uomo in media di 80 kg sulla Terra, su Mercurio peserebbe solamente 30 kg!<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4028542559\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 300px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24157' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Now loading&#8230;<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L\u2019area superficiale del corpo celeste \u00e8 totalmente deformata a causa dei numerosi meteoriti che colpiscono il pianeta ogni secondo, attirati probabilmente dall&#8217;intenso campo magnetico dovuto al vento solare. Numerose cavit\u00e0 del pianeta superano il centinaio di km di diametro; il pi\u00f9 importante cratere formatosi sulla superficie ferrosa di Mercurio ha un diametro di 200 km, pari a 4 volte la grandezza dell\u2019Etna, ed \u00e8 stato chiamato col nome di <em>Bacino Caloris<\/em> in riferimento al clima rovente del pianeta. La densit\u00e0 del minuscolo pianeta \u00e8 molto simile a quella terrestre nonostante le sue dimensioni ridotte che rappresentano il 6% della massa terrestre; con sequenzialmente alle sue ridotte misure, esso compie un moto di rivoluzione intorno alla stella in soli <span style=\"text-decoration: underline;\">88 giorni terrestri<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">A causa della sua velocit\u00e0, Mercurio quando si rende visibile alla Terra (da cui \u00e8 osservabile solo al sorgere del Sole e subito prima del tramonto), mostra sempre la stessa faccia (il suo moto di rotazione equivale a 59 giorni sulla Terra); quindi non sappiamo molto dell\u2019altro lato rivolto sempre verso il Sole, anche se si ipotizza debba essere conforme a quello visibile. Le uniche foto scattate sull&#8217;altro emisfero sono state quelle del marzo 2011, quando la sonda <strong>MESSENGER<\/strong> ha eseguito il primo fly-by intorno al pianeta ed \u00e8 entrata in orbita con esso, anche se per pochissimo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sulla superficie di Mercurio si registrano temperature che variano dai 400\u00b0C diurni ai -200\u00b0C notturni. Ovviamente\u00a0 tutte queste misurazioni devono essere prese col contagocce, poich\u00e9 tutte le constatazioni sono state effettuate con rilevazioni spettroscopiche da sonde spaziali a molti chilometri di distanza, come la sonda <strong>Mariner<\/strong> 10 che \u00e8 passata a circa 703 km nel suo punto pi\u00f9 vicino, ma che non \u00e8 riuscita a fotografare del tutto la superficie a causa di alcuni guasti verificatisi in seguito al contatto col campo magnetico.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience952639228\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4jEmjrQ\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-04-30 113824\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-113824.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-113824.png 1384w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-113824-300x52.png 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-113824-1024x179.png 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-113824-768x134.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1384px) 100vw, 1384px\" width=\"1384\" height=\"242\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Chiunque si trovasse sul pianeta ad assistere a tutta la durata del giorno mercuriano, noterebbe uno strano e curioso movimento spaziale del Sole provocato dalla estrema ellitticit\u00e0 della sua orbita: infatti vedrebbe il Sole sorgere normalmente ad Oriente, poi allo zenit lo vedrebbe ad avvicinarsi e tornare leggermente indietro nel suo percorso creando un singolare \u201cballetto\u201d celeste; lo stesso movimento si ripeterebbe anche al tramonto verso Occidente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"430\" height=\"304\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Diagramma-di-andamento-del-flusso-magnetico-di-Mercurio1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-796\" style=\"width:337px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Diagramma-di-andamento-del-flusso-magnetico-di-Mercurio1.jpg 430w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Diagramma-di-andamento-del-flusso-magnetico-di-Mercurio1-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Diagramma di andamento del flusso magnetico di Mercurio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mistero o realt\u00e0, sta di fatto che Mercurio sta nascondendoci ancora qualche segreto che, molto probabilmente, l\u2019uomo non riuscir\u00e0 mai a svelare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ultimamente si sono fatti studi sul notevole campo magnetico di Mercurio che riesce a deflettere il vento solare: \u00e8 stato verificato che esso \u00e8 il pi\u00f9 dinamico del sistema solare caratterizzato da forti cessazioni di campo magnetico, dette magnetopause, e da repentini picchi di forza magnetica, chiamati \u201c<em>bow shock<\/em>\u201d. Altri studiosi affermano che non vi sia alcun campo, ma che sia solo un riflesso del fortissimo vento solare. Ma come \u00e8 possibile su un pianeta cos\u00ec piccolo avere un campo cos\u00ec attivo? Esiste o \u00e8 solo un\u2019illusione?<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3578912587\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/43lbxQe\" target=\"_blank\" aria-label=\"81ZPbQ5iboL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-scaled.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-scaled.jpg 2560w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-300x67.jpg 300w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-1024x230.jpg 1024w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-768x173.jpg 768w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-1536x345.jpg 1536w, https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81ZPbQ5iboL._SX3000_-2048x461.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" width=\"2560\" height=\"576\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dall&#8217;antichit\u00e0 (III millennio a.C.), le popolazioni sumeriche e babilonesi avevano&nbsp; cominciato a studiare il cielo e a praticare l\u2019arte dell\u2019astronomia. 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