Tra i pianeti Venere, in ordine di distanza dal Sole, si trova al secondo posto. Questo pianeta è sicuramente il più luminoso nel cielo notturno dopo la Luna; infatti esso è visibile sia poco prima all’alba sia poco dopo il tramonto dove raggiunge la sua massima brillantezza. La sua luminosità è data grazie al riflesso dei raggi del Sole sulle 93 atmosfere che il pianeta possiede. Il pianeta non presenta alcun satellite ma si ipotizza che in un tempo molto lontano dal nostro, Venere possedeva un satellite simile alla Luna.
Venere viene classificato come pianeta terrestre ed è definito il “gemello” della Terra perché simile in dimensione e massa. Nonostante ciò la superficie venusiana è molto diversa da quella della Terra. Innanzi tutto Venere presenta l’atmosfera più densa tra tutti i pianeti del sistema solare, infatti, è costituita per il dal 96.5% da anidride carbonica e la restante percentuale da azoto e quindi c’è una spessa quantità di biossido di carbonio. A causa dell’enorme presenza di biossido di carbonio, che non viene assorbito né dal pianeta stesso né da esseri viventi, provoca un intenso effetto serra.

Si pensa che milioni di anni fa Venere era ricoperto da un vasto oceano; a causa dell’effetto serra l’acqua è evaporata lasciando solo una vasta superficie sabbiosa e rocciosa. Successivamente, a causa delle elevate temperature, l’acqua evaporata si è dissociata lasciando l’idrogeno in balia del vento solare.
A causa del biossido di carbonio e di altri gas serra, la pressione atmosferica sulla superficie è di 93.000 hPa, ovvero 92 volte quella della Terra.
Tra il 1990 e il 1991 la sonda spaziale Magellano ha viaggiato nello spazio proprio in visita a Venere. I risultati che ha portato la sonda sono che il pianeta Venere presenta un suolo tramortito da gigantesche eruzioni vulcaniche e l’aria ricca di zolfo. Inoltre si è notato che la superficie non presenta crateri d’impatto quindi si può dedurre che il pianeta è relativamente giovane (400-600 milioni di anni).

Su Venere c’è la totale assenza di placche tettoniche come sulla Terra e questo ci fa capire che le scosse sismiche sono assenti o comunque scarse. Proprio per questi lunghissimi momenti di inerzia di Venere, possiamo dedurre che l’interno del pianeta è molto simile a quello terrestre e quindi un nucleo più o meno liquido, una mantello e una crosta.
Per quanto riguarda la temperatura, anche in questo caso, Venere mantiene un’inerzia termica e quindi non ci sono variazioni di temperatura tra il giorno e la notte. Inoltre la lieve inclinazione assiale contribuisce alla non alternanza delle stagioni.
L’unica variazione riguarda l’altitudine. La sonda spaziale Magellano rilevò sul pianeta una sostanza molto simile alla neve che troviamo sulla Terra. Si ipotizza che si tratti di tellurio; essendo esso volatile non si condensa sulla superficie di Venere ma va verso l’altro, posizionandosi sulle vette più “fredde” del pianeta.
Molto importanti sono i venti, che in realtà sono molto leggeri, ma a causa della densità dell’atmosfera, i venti pressano con forza su ogni forma di ostacolo come sabbia e pietre.Proprio per questo motivo la vita su Venere sarebbe impossibile. Sulle vette alte di Venere invece, il vento soffia con una velocità 60 volte la velocità di rotazione del pianeta.

Il pianeta è circondato da 2 strati: uno strato di anidride carbonica (CO2) e un denso strato di biossido di zolfo (SO2) e goccioline acido solforico (H2SO4). Quest’ultimo strato è così denso che il pianeta non si vede molto chiaramente ma è quasi sfocato. Per questo motivo, nonostante Venere sia molto vicino al Sole, non è poi così tanto caldo come dovrebbe essere perché questa coltre di nubi impedisce ai raggi solari di penetrare al 100%.
Le nubi di Venere sono soggette a continue scariche elettriche, molte di più rispetto a quelle che avvengono sulla Terra. Questi fulmini sono stati osservati per la prima volta dalle sonde sovietiche Venera ed osservarono chiaramente l’enorme quantità di fulmini che cadevano rispetto a quanto avviene sulla Terra e chiamarono questo fenomeno “in drago elettrico di Venere”.
Alla fine degli anni ’60 la sonda Venera-4 ha scoperto che il campo magnetico di venere è molto debole rispetto a quello della Terra e quindi è più soggetto al vento solare. Questa scoperta è molto importante perché ha smentito la teoria che Venere, essendo simile per dimensione alla Terra, potesse avere uno stesso effetto dinamo all’interno del mantello. Solitamente un effetto dinamo deve possedere un liquido conduttivo, la rotazione del nucleo e la convenzione. Nel caso di Venere manca la conduzione.

Venere è inoltre uno dei tre corpi celesti (Assieme al Sole e alla Luna) in grado di proiettare un’0mbra visibile ad occhio nudo. L’esperimento fu condotto da Pete Lawrence, che si avvalse semplicemente di un tubo e una sagoma di questa forma ♀. Questo simbolo viene utilizzato per indicare il pianeta venere.
L’esperimento è riproducibile da chiunque. Basta applicare la sagoma all’estremità del tubo. Puntando il tubo in una zona prossima a Venere, ciò che ci apparirà sarà l’immagine di destra, ossia un semplice bagliore soffuso, mentre puntando il tubo sul pianeta venere, potremo vedere, distintamente l’ombra proiettata dalla sagoma.

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Di Cecilia