Fuoco di Sant’Elmo su una ciminiera

Poco tempo fa abbiamo parlato dei fulmini globulari, fenomeno che viene spesso confuso con i fuochi di Sant’Elmo.

Seppur abbastanza simili, i due si differenziano dal fatto che i fulmini globulari si sviluppano perlopiù in cielo aperto, mentre i fuochi di Sant’Elmo si manifestano su strutture appuntite come ciminiere, alberi maestri di navi, guglie, pinnacoli.

Possono anche scaturire tra le ali di un aeroplano e persino tra le corna di bestiame. (Quest’ultima l’ho citata per completezza, anche se personalmente non ci credo, data l’assenza di prove tangibili, ma soltanto testimonianze)

Com’è fatto un fuoco di Sant’Elmo?

Generalmente si manifesta come una fiamma blu o violacea. In realtà, non è proprio una fiamma, infatti è composto da plasma, uno stato della materia che si presenta quando un gas possiede una quantità di energia molto elevata. Il fenomeno dura pochi secondi ed è spesso accompagnato da un sibilo o un ronzio.

Rappresentazione (Non realistica) di fuochi di Sant’Elmo sugli aerei.

Quali sono le cause?

La formazione dei fuochi di Sant’Elmo avviene con la presenza di un forte campo elettrico, generato da una tempesta o un’eruzione vulcanica.

Questa enorme differenza di potenziale causa una ionizzazione dell’aria che genera del plasma sugli oggetti appuntiti. Questi ultimi, infatti hanno un ruolo chiave nella formazione dei fuochi di Sant’Elmo, infatti oggetti più appuntiti richiedono una differenza di potenziale più bassa, dato che il campo elettrico è più concentrato.

Da cosa deriva il nome?

Sant’Erasmo da Formia, noto anche come Sant’Elmo, è il Santo patrono dei Naviganti. Poiché questi fenomeni erano frequenti sulle navi, venivano considerati segni di buon auspicio, dato che rappresentavano l’anima del loro protettore.

Tuttavia per alcuni (sicuramente più intelligenti) erano un brutto segno, dato che erano presagio di tempesta. Inoltre, modificando il campo magnetico, mettevano temporaneamente fuori uso le bussole.

Nell’antica Grecia, prima dell’avvento del Cristianesimo, avevano un altro nome, che dipendeva dal numero dei fuochi apparsi.
Se ne appariva uno solo veniva chiamato Elena (Moglie di Menelao che scatenò la guerra di Troia).Se ne apparivano due venivano chiamati Castore e Polluce (Gemelli, considerati protettori dei naviganti).

Un altro aneddoto riguarda la morte di Sant’Erasmo. Si narra che durante la sua esecuzione, avvenuta mediante il rogo, sulla cima della pira sia apparsa una fiamma bluastra. Per gli “spettatori” si trattava dell’anima del martire che lasciava il corpo e saliva al cielo.

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Di Stefano