All’inizio di quest’anno, il neuroscienziato italiano Sergio Canavero ha scioccato il mondo quando ha annunciato che avrebbe compiuto il primo trapianto al mondo di testa umana. Questa settimana Canavero ha annunciato che la procedura è prevista per dicembre del 2017, ed ha reclutato un capo chirurgo per condurre la controversa procedura. Questa operazione può sembrare frutto di un film horror, ma in realtà è una speranza per l’uomo per migliorare la qualità della vita.

Valery-SpiridonovIl paziente volontario per questo intervento è un trentenne russo, Valery Spiridonov, che vuole sperare di vivere una vita più normale. Spiridonov è un informatico che soffre di una rara malattia neuromotoria nota come malattia di Werdnig-Hoffmann. Questa malattia provoca un deterioramento dei motoneuroni, le cellule nervose responsabili dell’invio dei segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli, che porta ad atrofia muscolare e, in casi gravi, a difficoltà di deglutizione e respirazione. Attualmente non esiste alcuna cura per questa malattia.

Ha detto Spiridonov:

“Quando ho capito che avrei potuto partecipare a qualcosa di veramente grande e importante non ho avuto nessun dubbio ed ho iniziato subito a lavorare in questa direzione. L’unica emozione che provo è il senso di piacevole impazienza, mi sono preparato per qualcosa di importante per la mia vita e sta finalmente per accadere.”

Come per qualsiasi intervento chirurgico, la procedura ha molti rischi ed incertezze. I medici saranno in grado di ricollegare il midollo spinale? La testa rigetterà il nuovo corpo? Mentre la medicina fa progressi per ridurre il rischio di rigetto, la chirurgia non dà garanzia di successo perché nessun medico ha mai ricollegato con successo un midollo spinale. Spiridonov è ben consapevole del rischio che corre ed è determinato a proseguire l’intervento.

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Secondo i calcoli di Canavero, se tutto va secondo i piani, due anni è il lasso di tempo necessario per verificare tutti i calcoli scientifici e pianificare i dettagli del trapianto. Afferma Spiridonov che non è una gara, senza dubbio l’intervento verrà effettuato solo quando i dottori e gli esperti saranno sicuri al 99%.

Canavero collaborerà con Xiaoping Ren, un neurochirurgo cinese dell’Harbin Medical University. Ren non è estraneo a questo tipo di interventi ed ha eseguito il trapianto su 1.000 diversi topi. A seguito di una procedura di 10 ore, i topi erano in grado di respirare, bere ed anche vedere. Purtroppo, nessuno dei topi è riuscito a sopravvivere per più di pochi minuti.

Ren ha lavorato sui topi solo per pochi anni; tuttavia, il primo trapianto andato a buon fine è avvenuto già circa 50 anni fa. Nel 1970 il Dr. Robert White, un chirurgo della Case Western Reserve’s School of Medicine, è riuscito a trapiantare una testa di scimmia Rhesus in un nuovo corpo. Al termine della procedura, la scimmia è rimasta in vita per un totale di nove giorni prima che la testa rigettasse il nuovo corpo. Per quanto riguarda il midollo spinale non è stato possibile ricollegarlo perciò il corpo della scimmia rimase paralizzato.

ket-even-belul-az-elso-fejatultetes-helyszine-lehet-kina_110789Il duo trascorrerà i prossimi due anni nel prepararsi per una chirurgia di 36 ore. Dopo aver reciso in modo accurato il midollo spinale, probabilmente la parte più importante dell’intervento, la testa sarà trasferita al corpo del donatore. In seguito verrà la parte più difficile: ricollegare il midollo spinale. La tecnica di Canaverò sarà quella dell’utilizzo del polietilenglicole, un composto noto per la sua capacità di fondere le membrane cellulari grasse. Ren e Canavero proveranno la tecnica su alcuni topi e scimmie entro la fine dell’anno.

Molti medici professionisti non sono d’accordo con questo intervento descrivendolo come come stravagante ed impossibile. Sopravvivere ad un intervento chirurgico così complesso ed intricato è altamente improbabile anche se potrebbe aiutare a ripristinare l’indipendenza motoria per i disabili gravi. Alcune persone come Spiridonov sentono che ne vale la pena rischiare.

FONTI: NewsDiscovery

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Di Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Foggia e attualmente specializzando in Medicina Nucleare presso l'Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi sui vari social.