Se l’alcol fa parte della tua routine settimanale, dovresti iniziare a trovare del tempo per andare in palestra. Secondo un nuovo studio effettuato nel Regno Unito, il regolare esercizio fisico può aiutare a bilanciare gli effetti nocivi dell’alcol.
In base allo studio, le persone che assumevano alcol, ma che svolgevano dell’attività fisica di base, avevano meno possibilità di morire per una qualsiasi causa rispetto a chi beveva ma non faceva esercizio.

L’attività fisica è particolarmente efficace sui bevitori con rischio di cancro. D’altronde si sa, l’alcol aumenta notevolmente il rischio di cancro, ma le scoperte dello studio pubblicato ieri (7 settembre 2016) sul British Journal of Sports Medicine, hanno mostrato come la regolare attività fisica ha quasi annullato completamente questo aumento di rischio.
Sebbene non sia ancora ben chiaro come l’esercizio fisico possa contenere gli effetti dell’alcol sul rischio di cancro, ci sono diversi meccanismi che potrebbero spiegare il collegamento e che i ricercatori, guidati da Emmanuel Stamatakis, un professore della salute e dell’attività fisica all’Università di Sydney, in Australia, hanno scritto nello studio.
Per esempio, bevendo alcolici, le difese immunitarie si abbassano ed aumentano le infiammazioni, entrambe legate al cancro secondo lo studio. L’attività fisica, d’altra parte, mostra gli effetti opposti: diminuisce le infiammazioni e aumenta le funzioni immunitarie.
In definitiva, i meccanismi con cui l’alcol può causare il cancro possono essere abbinati ai meccanismi con cui l’esercizio fisico può prevenirlo, ma le due attività hanno effetti opposti secondo i ricercatori. In altre parole, gli effetti dell’attività fisica possono annullare quelli dell’alcol.

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Nello studio i ricercatori hanno osservato l’esercizio e le bevande abituali di più di 36.000 uomini e donne in Inghilterra e Scozia.
I partecipanti sono stati divisi in sei gruppi in base al loro livello di consumo alcolico: quelli che non hanno mai bevuto; ex-bevitori; bevitori occasionali (intesi come quelli che non hanno bevuto negli ultimi sette giorni); quelli che bevono entro le linee guida (non più di 8 bevande a settimana per le donne e 12 per gli uomini); bevitori “in pericolo” (dagli 8 ai 20 drinks a settimana per le donne, dai 12 a 28 per gli uomini); e i bevitori cronici (più di 20 bevande a settimana per le donne e più di 28 per gli uomini).
Le persone sono anche state divise in gruppi in base al carico di attività fisica da loro riportato. Vi era un gruppo inattivo che praticava meno dei 150 minuti di esercizio a settimana raccomandati dallo studio; un gruppo che applicava l’attività fisica raccomandata; un gruppo che svolgeva il doppio ed anche più del carico di attività fisica raccomandata.

I ricercatori hanno scoperto che tra le persone poco attive, quelle che bevevano di più avevano più probabilità di morire di una qualsiasi causa durante il periodo di studio di 10 anni. Tuttavia, quando si sommava l’esercizio fisico, i ricercatori notavano una riduzione del rischio di morte, sempre collegata alla quantità di alcol assunta. In particolare, i ricercatori hanno notato una riduzione nel rischio di morte dovuta a cancro. Svolgendo una giusta quantità di attività fisica questo rischio può essere completamente eliminato.
Fanno eccezione a questi casi le persone che bevono più di 20 bevande a settimana. Per i bevitori cronici, l’esercizio non riduce il rischio di morte. Inoltre, l’attività fisica, non ha effetti sui bevitori cronici che hanno rischio di morte dovuta a problemi cardiaci.
Invece, i bevitori occasionali che svolgono regolare attività fisica, hanno minori possibilità di morire per qualsiasi causa, comprese le malattie cardiache. Tuttavia non varia la loro probabilità di contrarre un tumore.

Nonostante queste conclusioni, i ricercatori hanno notato che ci sono diversi limiti per questo studio. Innanzitutto non è stata considerata la modalità di consumo degli alcolici e se i partecipanti erano sbronzi o meno. Inoltre, i ricercatori non hanno considerato altri fattori come la dieta, che può influenzare notevolmente il rischio di morte di una persona.

Fonte: LiveScience.

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Di Raffo Coco

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Foggia e attualmente MFS in Medicina Nucleare presso l'Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Se ti piacciono i miei contenuti supportaci con una donazione Paypal.