Cos’è la morfina? E’ bene essere informati su cosa sia questa sostanza e da dove derivi prima di trarre conclusioni affrettate.

215443889-078e764c-33cd-48fe-a38e-5df64da7b8a1La morfina è un alcaloide estratto da un profondo taglio che viene effettuato sulle capsule immature del cosiddetto papavero da oppio.

Questa sostanza è utilizzata come un complemento di anestesia generale, in anestesia epidurale o analgesia intratecale, per le cure palliative, per la terapia antalgica, per la riduzione e la stabilizzazione della glicemia nei diabetici, come analgesico per il trattamento del dolore particolarmente acuto.

Può essere somministrata in vari modi e, chiaramente, i tempi di azione variano al variare del modo in cui la sostanza è somministrata al paziente, infatti, se impartita per via endovenosa (EV) o sottocutanea (SC), agisce rapidamente, se non istantaneamente. Mentre se somministrata in via orale i tempi di attesa si fanno leggermente più lunghi, bisogna infatti attendere 20-60 minuti prima di avvertirne gli effetti.

Sono molti, tuttavia, i pregiudizi che affiorano sull’uso di questa droga in campo medico.

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la-morfina-e-in-grado-di-contrastare-la-crescita-dei-tumoriIn Italia l’uso della morfina viene visto come “il suicidio all’italiana”, perché, in un paese che non approva l’eutanasia, tale sostanza rappresenta l’unica “via di fuga” dai dolori della malattia. Tuttavia, anche nel nostro Paese il suo uso non è molto frequente per motivi politici, etici, ignoranza e pregiudizi. Infatti questa sostanza viene vista come una droga, come qualcosa di sconosciuto.

Il dottor Umberto Veronesi (celebre oncologo, politico e direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia) approva a pieni titoli l’uso della morfina a carattere terapeutico:

“Non si può trasferire l’angoscia legata alla parola morfina alla necessità di usare questa medicina per liberare una persona dal dolore […]”.

Veronesi rivendica il DIRITTO del paziente di essere curato con la morfina, sottolineando però che il paziente è anche in diritto di rifiutare le cure.

I pareri sono discordanti e quello che emerge è un quadro poco chiaro, bisognerebbe pertanto educare la gente all’informazione.

Io credo fortemente nell’uso di questa sostanza usata per alleviare un essere umano da una sofferenza atroce, perché non si può pensare di esistere nel dolore, si tratta di dignità e il dolore non fa parte della dignità di un uomo.

Angelica Placentino

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Di Admin